Parlamento
SI VOTA? TUTTI CON SILVIO PDF Stampa E-mail
mercoledì 04 agosto 2010

ImageIN VISTA IN UN POSSIBILE VOTO ANTICIPATO TUTTI, O QUASI, I PARLAMENTARI DEL PDL SONO DALLA PARTE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
I parlamentari della provincia di Salerno stanno pensando alla eventualità di un voto anticipato ? A muoversi, per tenere le posizioni, sono soprattutto gli esponenti del centro destra che devono districarsi nella infuocata polemica che sta investendo il PDL con la battaglia tra FINI e BERLUSCONI. Ufficialmente, nell’ambito del partito del Popolo della Libertà, tutti hanno dichiarato ed espresso assoluta fedeltà a Berlusconi, anche il senatore NINO PARAVIA che, nel corso delle prime schermaglie interne, aveva firmato, sostenendo di voler fare da paciere, due documenti, uno del gruppo finiano, l’altro, invece, della componente di Berlusconi.
Da Edmondo Cirielli a Gerardo Soglia, da Pasquale Vessa a Enzo Fasano, per finire proprio a Nino Paravia e al neo senatore FRANCO CARDIELLO,  tutti allineati sulle posizioni del presidente Berlusconi: e gioco del destino, nella stessa trincea politica, si ritroveranno anche quelli che, sul territorio della provincia di Salerno, stanno dando vita ad una vera e propria guerra senza regole. Insieme, e con ogni probabilità anche nella stessa lista, il presidente della Provincia EDMONDO CIRIELLI ed il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.
Chiaro che, in caso di elezioni anticipate, senza un preventivo chiarimento, anche Generazione Italia presenterà le proprie liste al Parlamento ed è evidente che, in provincia di Salerno, i due esponenti che sono pronti a rivestire ruoli da candidato, sono proprio i principali responsabili del Movimento: Michele Sarno e Gerardo Motta che possono godere di ampi spazi all’interno di un movimento-partito il cui peso è difficile, oggi come oggi, ipotizzare e prevedere.

 
SE CI SIETE BATTETE UN COLPO PDF Stampa E-mail
venerdì 30 aprile 2010

ImageCHE FINE HANNO FATTO I PARLAMENTARI DEL PDL? ECCEZION FATTA PER CIRIELLI E CARFAGNA DEGLI ALTRI ESPONENTI DEL TERRITORIO SALERNITANO NON SI HA DA TEMPO NOTIZIA
Che fine hanno fatto i parlamentari salernitani del PDL nella difficile, e pare, ancora lunga gestazione della giunta di Stefano Caldoro ? A parte il Presidente Cirielli che, agisce e si muove nella sua qualità di vertice di Palazzo Sant'Agostino, forte, comunque, di un piccolo esercito di consiglieri regionali, a parte il Ministro Carfagna, che opera oramai da Napoli e per Napoli, con tanto di indicazione della sua candidatura a Sindaco del capoluogo partenopeo, gli altri che fine hanno fatto ?
Giurata e sottoscritta l'assoluta fedeltà al Presidente Berlusconi, nella disputa con Fini, tutti i parlamentari del Partito del Popolo della Libertà del salernitano non riescono ad incidere nelle scelte del Governatore Caldoro.
A cominciare dall'ex socialista, e pertanto amico di partito da molto tempo, Pasquale Vessa che, forte di un rapporto personale molto stretto con il presidente CALDORO, in questa fase di incontri e riunioni a distanza, non si è inserito in un dibattito che poteva essere utile per un radicamento sul territorio.
Non pervenuti neppure il deputato Gerardo Soglia, che pure ha contribuito al risultato elettorale per le regionali sostenendo la candidatura di Pina Esposito. Non si hanno notizie, oramai da tempo, di Nino Paravia e di Enzo Fasano, mentre gli altri deputati eletti nel collegio della provincia di Salerno, ma che poco hanno a che fare con il territorio, come Mario Pepe, Giancarlo Lehner ed il senatore Luigi Compagna si segnalano solo per iniziative estemporanee come la modifica della denominazione del Parco Nazionale del Cilento.

 
DA GRANDE FARO’ IL POMPIERE PDF Stampa E-mail
mercoledì 21 aprile 2010

ImageNESSUNA POLITICA DEI DUE FORNI, SI AFFRETTA A PRECISARE DA ROMA IL SENATORE PARAVIA, CHE HA FIRMATO SIA IL DOCUMENTO DEGLI EX AN PER BERLUSCONI CHE QUELLO A SOSTEGNO DI FINI
Con le sue dichiarazioni, con le sue uscite pubbliche, anche in passato, quando ancora non era parlamentare, ci ha abituato a colpi di scena ed infinite discussioni. E così, per non smentire la sua vocazione ad uomo da copertina, il senatore NINO PARAVIA è riuscito, anche nella delicata vicenda del faccia a faccia a distanza tra BERLUSCONI e FINI, a far parlare di sé. Oggi, insieme ad altri 3 parlamentari, PARAVIA risulta essere firmatario sia della mozione degli AENNINI schierati dalla parte del Cavaliere, sia dei fedelissimi di Gianfranco Fini.
CHIARIMENTI – Contattato telefonicamente, tra i mille impegni di un Senato della Repubblica nel quale oggi la discussione è politica, PARAVIA si affretta a spiegare che la sua “non è la politica dei due forni, quella che piace a buona parte della sinistra”. “Credo”, ha detto Paravia, “che i due documenti sia perfettamente compatibili, anche perché in entrambi si parla di una politica unitaria del PDL”. Una posizione di mediazione, legata anche al rapporto strettissimo con PASQUALE VIESPOLI che sta cercando di evitare la nascita di gruppi autonomi. “Se questo dovesse accadere”, chiosa PARAVIA da Roma, “io sto dalla parte del PDL, con Berlusconi”.
A SALERNO – Se tutti i parlamentari eletti in provincia di Salerno, da Cirielli a Fasano, per rimanere nell’ambito dell’ex alleanza nazionale, hanno confermato la loro posizione vicina a quella di BERLUSCONI e non certo di GIANFRANCO FINI, è altrettanto chiaro che il Presidente della Camera, qualora dovesse nascere il gruppo autonomo di GENERAZIONE ITALIA, potrà contare su importanti riferimenti in provincia di Salerno: tra questi, senza ombra di dubbio, l’avvocato salernitano MICHELE SARNO.

 
QUASI TUTTI CON SILVIO PDF Stampa E-mail
venerdì 16 aprile 2010

ImageSOGLIA, VESSA, ESPOSITO MA ANCHE PARAVIA, FASANO E CIRIELLI CON BERLUSCONI. IL MINISTRO CARFAGNA DALLA PARTE DI FINI
Anche i parlamentari (deputati e senatori) del Partito del Popolo della Libertà della provincia di Salerno hanno ricevuto, proprio questa mattina, la convocazione del Presidente del Consiglio SILVIO BERLUSCONI per una riunione, convocata a Roma, per le 10 del mattino di giovedì 22 aprile, ufficialmente organizzata per una "analisi del voto" (un po' tardiva, a dire il vero) ma messa in piedi con il chiaro intento di fare una conta. Una conta dei fedelissimi, accertare quanti stanno dalla parte di BERLUSCONI e quanti invece dalla parte di FINI.
MAGGIORANZA SCHIACCIANTE - In provincia di Salerno è quasi un plebiscito in favore del Cavaliere: PASQUALE VESSA, GERARDO SOGLIA, PEPPE ESPOSITO, espressione di quella che un tempo era FORZA ITALIA stanno chiaramente dalla parte di Berlusconi ed hanno risposto "OBBEDISCO" alla chiamata alle armi per il prossimo giovedì 22 aprile. Le sorprese, ma neppure clamorose, arrivano dagli uomini che, fino a qualche tempo fa, rappresentavano le colonne portanti di ALLEANZA NAZIONALE: NINO PARAVIA, ENZO FASANO e, soprattutto, il Presidente della Provincia EDMONDO CIRIELLI si sono schierati al fianco del leader indiscusso del Partito del Popolo della Libertà, SILVIO BERLUSCONI.
I DUBBI DI MARA - Gioco del destino, proprio il Ministro MARA CARFAGNA, potrebbe invece appoggiare la "mozione FINI": anche in campagna elettorale per le regionali si erano avute le prime avvisaglie di un impensabile cambio di rotta del ministro salernitano, vicina, anzi vicinissima ad ITALO BOCCHINO che, di Gianfranco Fini, è uno dei colonnelli di ferro. Poi anche qualche battutina di BERLUSCONI nei confronti del posizionamento di MARA CARFAGNA che, ad oggi, pare l'unico parlamentare salernitano che potrebbe scegliere GIANFRANCO FINI per il futuro politico.
 

 
SOGLIA ABBATTE LA SOGLIA PDF Stampa E-mail
giovedì 25 febbraio 2010

ImageIL DEPUTATO DEL PDL PROPONE L’EMENDAMENTO CHE ELIMINA IL TETTO PER I COMPENSI DEI MANAGER DELLE SOCIETA’ QUOTATE IN BORSA. E SCOPPIA IL CAOS
E’ una prerogativa dei parlamentari salernitani: legare il proprio nome a leggi che sono destinate a provocare un mare magnum di polemiche e di dibattiti, politici e non. Era accaduto con CIRIELLI, firmatario della Legge sulla riduzione dei termini di prescrizione per alcune tipologie di reati, accade oggi con SOGLIA, relatore dell’emendamento alla Legge che prevede il tetto massimo per il compenso dei manager delle società quotate in borsa.
STOP ALLA SOGLIA – A GERARDO SOGLIA, Segretario della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, è stato affidato il compito di essere il relatore in aula, dell’emendamento che prevede l’eliminazione del tetto massimo per i compensi percepiti dai manager. Il provvedimento, che era stato introdotto anche come un segnale dinanzi alla crisi economica, al suo interno conteneva alcuni limiti oggettivi.
COSTITUZIONE E FISCO – Secondo SOGLIA, finito, nell’arco di poche ore al centro degli attacchi politici soprattutto dell’Italia dei Valori di ANTONIO DI PIETRO, la norma che stabiliva il massimo di una stipendio di un manager “era incostituzionale, in quanto contraria ai principi del libero mercato contenuti all’interno della Carta Costituzionale.” Dentro la legge, poi, sempre secondo il deputato del PDL anche il rischio che “ad integrare i compensi dei manager delle società private quotate in borsa, potessero arrivare capitoli poco trasparenti e cristallini”. Insomma il mercato è sempre il mercato ed alla fine non si può chiedere allo Stato di stabilire le regole dei rapporti che intercorrono tra privati, cioè le assemblee dei soci ed i vertici aziendali.

 
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