Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione della nuova normativa di riforma dell’accertamento della disabilità sarà estesa ad altre 40 province italiane, che si aggiungono alle 20 già coinvolte tra cui Salerno. L’ampliamento segna una nuova fase di attuazione della riforma e un passaggio verso l’uniformità delle procedure su scala nazionale.
La riforma introduce nuovi criteri e modalità di accertamento della disabilità, prevedendo una valutazione di base unitaria affidata all’INPS. Le novità riguardano le persone e le famiglie che presentano una nuova domanda di invalidità civile, di indennità di accompagnamento o di riconoscimento dello stato di handicap ai sensi della legge 104/1992.
Le domande presentate entro il 28 febbraio 2026 nelle nuove province sperimentali continueranno a essere definite secondo la normativa precedente fino alla loro conclusione.
Secondo il Patronato ACLI nella fase sperimentale sono emerse criticità che incidono sull’accesso ai diritti.
«La riforma della disabilità contiene principi importanti e condivisibili, ma nella fase sperimentale ha finito per complicare l’accesso ai diritti anziché semplificarlo», afferma Paolo Ricotti, Presidente nazionale del Patronato ACLI. «Le difficoltà operative e i cambiamenti procedurali, pur sottolineando le ampie sinergie e condivisioni attivate con la Direzione Generale dell’INPS, stanno ricadendo direttamente sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie».
Una delle principali novità introdotte dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 riguarda l’avvio del procedimento valutativo. La tradizionale domanda amministrativa è sostituita dall’invio del certificato medico introduttivo, che dà avvio all’accertamento e determina la decorrenza dell’eventuale prestazione assistenziale a partire dal primo giorno del mese successivo all’invio.
Resta aperto il nodo dei costi. Il certificato medico introduttivo ha un costo variabile tra 150 e 250 euro, interamente a carico delle famiglie.
Il ruolo della provincia di Salerno
In questo contesto si inserisce l’esperienza della provincia di Salerno, individuata come territorio pilota nella fase iniziale della sperimentazione.
«Essere provincia pilota – dichiara Gianluca Mastrovito, Presidente provinciale del Patronato ACLI Salerno – ha significato misurarsi fin da subito con le novità della riforma, accompagnando centinaia di famiglie in un passaggio normativo complesso. La finalità di una valutazione unitaria e più moderna è condivisibile, ma sul piano operativo abbiamo riscontrato criticità che richiedono correttivi tempestivi».
«In particolare – prosegue Mastrovito – il costo del certificato medico introduttivo e le difficoltà legate alla nuova procedura digitale rischiano di creare barriere proprio per le persone più fragili, che spesso vivono condizioni di disagio economico e sociale. Il rischio è che una riforma nata per garantire equità finisca per accentuare le disuguaglianze Il Patronato è chiamato per tali ragioni proprio a svolgere una funzione ancora più forte di orientamento, tutela e prossimità».
Il Patronato ACLI Salerno, anche alla luce dell’esperienza maturata come provincia pilota, continuerà a monitorare l’impatto concreto della riforma sul territorio, raccogliendo segnalazioni e criticità da trasmettere ai livelli nazionali, affinché la fase sperimentale diventi occasione di miglioramento e non di ulteriore complicazione.
«Una riforma così importante – conclude Mastrovito – deve essere valutata non solo per le sue intenzioni, ma per i suoi effetti reali sulla vita delle persone. Il nostro impegno è fare in modo che nessuno perda un diritto per difficoltà procedurali o per ragioni economiche».
Il Patronato ACLI invita i cittadini a presentarsi tempestivamente presso le proprie sedi con una copia del certificato medico introduttivo e della ricevuta di presentazione, per consentire la corretta trasmissione dei dati socioeconomici all’INPS e garantire un’assistenza completa durante l’intero procedimento.
«Al medico per trasmettere il certificato, al Patronato per la tutela dei diritti», conclude cosi Gianluca Mastrovito. «In una fase di cambiamento così delicata, l’accompagnamento è essenziale per non perdere le prestazioni a cui si ha diritto».
