“Leggendo le notizie sul futuro delle Fonderie Pisano, credo sia necessaria una riflessione. Da Sindaco di Pellezzano non posso dimenticare che lo stabilimento si trova a ridosso del nostro territorio e delle nostre zone residenziali e che, per anni, questa vicenda ha alimentato una contrapposizione durissima: da una parte la tutela della salute e dell’ambiente, dall’altra la difesa del lavoro e dei livelli occupazionali.Oggi, però, leggiamo della possibilità di un progetto di riqualificazione dello stabilimento, dell’ammodernamento degli impianti e del superamento della lavorazione tradizionale legata al coke, attraverso tecnologie potenzialmente capaci di ridurre l’impatto ambientale.
E allora una domanda è inevitabile: perchè non si è imboccata con decisione questa strada?”
Lo scrive il Sindaco di Pellezzano Francesco Morra.
Per anni si è discusso di chiusure, provvedimenti giudiziari, delocalizzazione e conflitti, mentre lo stabilimento continuava sostanzialmente a produrre con le tecnologie esistenti. Nel frattempo si è creata una frattura profonda tra cittadini preoccupati per la propria salute e lavoratori preoccupati per il proprio futuro.
Non so quale sarà l’esito del nuovo progetto e naturalmente saranno gli organismi competenti a doverne verificare la reale efficacia e sostenibilità. Ma se oggi l’innovazione tecnologica può consentire di produrre riducendo significativamente l’impatto sul territorio, viene spontaneo chiedersi quanto tempo sia stato perso.
Forse avremmo potuto evitare anni di contrapposizioni e una guerra tra due diritti che non dovrebbero mai essere messi l’uno contro l’altro: il diritto alla salute ed il diritto al lavoro.
La vera sfida, oggi, deve essere proprio questa: pretendere innovazione, sicurezza, tutela dell’ambiente e, contemporaneamente, difendere il lavoro. Perché lo sviluppo è tale solo quando riesce a tenere insieme tutte queste esigenze.
