Una storia politica che parte da lontano, passa per gli anni in cui Silvio Berlusconi guardava con particolare attenzione anche alle province più piccole e arriva fino a una nuova generazione di amministratori e dirigenti azzurri. Il Sannio si prepara all’appuntamento del 29 settembre a Napoli, quando alla Mostra d’Oltremare Forza Italia celebrerà i novant’anni dalla nascita del suo fondatore. Da Benevento è prevista una partecipazione di circa 150 persone, con più pullman organizzati per raggiungere il capoluogo. Francesco Maria Rubano, parlamentare e segretario provinciale di Forza Italia nel Sannio, racconta il legame tra Berlusconi e il territorio beneventano e spiega perché quella del 29 settembre vuole essere soprattutto una giornata rivolta al futuro.
Onorevole Rubano, che significato ha per il Sannio l’appuntamento del 29 settembre?
«Per noi ha un significato particolare perché il rapporto tra Berlusconi e il Sannio non è mai stato soltanto elettorale. Qui Forza Italia ha messo radici, ha costruito una classe dirigente, ha incontrato amministratori, professionisti, imprenditori e tante persone che si sono riconosciute nella sua idea di libertà. Il 29 settembre porteremo a Napoli questa storia, ma soprattutto ciò che quella storia è diventata oggi».
Berlusconi conosceva Benevento e nel 2017 intervenne agli Stati generali di Forza Italia organizzati in città. Che cosa resta di quel rapporto?
«Non ho vissuto personalmente quei momenti ma resta innanzitutto l’attenzione che aveva per i territori. Berlusconi riusciva a parlare a una grande platea nazionale senza perdere di vista le comunità locali. Quell’appuntamento di Benevento fu importante e lui stesso manifestò il suo apprezzamento per l’iniziativa e per la grande partecipazione. Il Sannio ha ricambiato quella attenzione negli anni e continua a farlo».
Benevento negli ultimi anni ha restituito a Forza Italia risultati importanti. È anche questa un’eredità di Berlusconi?
«Certamente. I risultati vengono da una cultura politica e da un rapporto di fiducia costruito nel tempo. Berlusconi ci ha lasciato un patrimonio enorme, ma un’eredità politica resta viva soltanto se qualcuno continua a farla crescere. Noi abbiamo scelto di farlo stando ogni giorno nei comuni, ascoltando gli amministratori e costruendo un partito presente. Oggi il modo migliore per essere fedeli alla sua storia è aggiungere nuove pagine».
Il 29 settembre dal Sannio partirà una delegazione particolarmente numerosa.
«Sì, ci stiamo organizzando per una partecipazione molto significativa, con più pullman e circa 150 persone tra amministratori, dirigenti, iscritti, simpatizzanti e giovani. Voglio che Benevento si veda e si senta, perché questa provincia ha un rapporto autentico con Forza Italia. Sarà la presenza di una comunità politica che vuole esserci in una giornata importante».
L’evento organizzato da Fulvio Martusciello e Maurizio Gasparri rompe con le commemorazioni tradizionali. Berlusconi sarà raccontato anche attraverso i meme, le immagini diventate celebri e la sua ironia. Le piace questa scelta?
«Moltissimo, perché Berlusconi era l’opposto della politica ingessata. Aveva ironia, velocità, capacità di sorprendere. Alcune sue immagini sono diventate parte del costume italiano e oggi circolano sui telefoni di ragazzi che, quando lui governava, non erano ancora nati. Raccontarlo anche così significa consentire a una nuova generazione di avvicinarsi a lui. Dietro una battuta, una fotografia o un meme si può poi scoprire il pensiero politico di un uomo che ha segnato trent’anni della storia italiana».
Lei appartiene a una generazione politica successiva a quella che fondò Forza Italia. Qual è il Berlusconi che ha conosciuto la sua generazione?
«Abbiamo conosciuto un Berlusconi che era già entrato nella storia e contemporaneamente continuava a guardare avanti. Mi ha sempre colpito la fiducia che riponeva nei giovani. Per chi, come me, ha iniziato molto giovane nelle istituzioni locali, quel messaggio è stato fondamentale: nessun territorio è troppo piccolo e nessun giovane è troppo giovane per assumersi una responsabilità».
Proprio il Sannio dimostra che anche da una provincia più piccola si può arrivare a incidere nella politica nazionale.
«Essere una provincia più piccola non significa essere periferici. Sono profondamente legato al Sannio e penso che la politica nazionale abbia bisogno dei territori, dei sindaci, dei consiglieri comunali, delle persone che conoscono i problemi perché li affrontano ogni giorno. Berlusconi costruì Forza Italia aprendola alla società. Noi dobbiamo continuare su quella strada».
Oggi Forza Italia è guidata da Antonio Tajani. Come si tiene insieme l’eredità di Berlusconi con una fase politica nuova?
«Antonio Tajani sta guidando il partito mantenendo saldi i nostri valori e nello stesso tempo costruendo una Forza Italia capace di affrontare una fase nuova. In Campania Fulvio Martusciello sta facendo un grande lavoro sull’organizzazione, sui territori e sulla crescita di una nuova generazione di dirigenti. Il Sannio è parte di questo percorso e vuole continuare a dare il proprio contributo».
Se dovesse raccontare Berlusconi a un ragazzo sannita che non lo ha vissuto politicamente, quale immagine sceglierebbe?
«Sceglierei quella di un uomo che continuava a sorridere mentre tutti gli spiegavano che una cosa era impossibile. Berlusconi aveva questa caratteristica: davanti a un ostacolo vedeva una possibilità. Credo sia uno dei messaggi che possono parlare ancora oggi ai ragazzi».
Che cosa rappresenteranno allora quei pullman che il 29 settembre partiranno dal Sannio verso Napoli?
«Rappresenteranno un viaggio che continua. Ci saranno persone che Berlusconi lo hanno seguito per trent’anni e ragazzi che lo hanno conosciuto attraverso un video sul telefonino. Viaggeranno insieme verso Napoli. È forse questa l’immagine più bella dei suoi novant’anni: generazioni diverse che partono dallo stesso territorio e si ritrovano ancora sotto la stessa bandiera».
