“Zero per cento” di possibilità di un’alleanza con Giorgia Meloni e “zero per cento” anche con il Campo largo. Carlo Calenda, intervistato dal Corriere della Sera, ribadisce che Azione andrà alle elezioni da sola. “Siamo perfettamente consapevoli che l’alleanza non ci sarà”, dice riferendosi a Meloni, spiegando che “sulle scelte di fondo noi siamo favorevoli a una Nato europea sulla scia di quello che chiedono i volenterosi, a un’Europa federale”, mentre la premier “ha idee divergenti dalle nostre”. Netto anche il giudizio sul Campo largo: “Stessa cosa, lo zero per cento”. Calenda critica il programma di Giuseppe Conte, citando “il superbonus che ha rifatto la casa gratis ai ricchi e la quota 100 con cui ha mandato in pensione a spese della collettività quattrocentomila persone”, oltre a “lo sfascio delle finanze pubbliche” e “la distruzione dell’Ilva”.
Sul centrosinistra, il leader di Azione dice che, “se si faranno”, le primarie “le vincerà Elly Schlein”, mentre Conte potrebbe “sfilare dal centrosinistra i 5 Stelle e andare al voto da solo”. Quanto allo scenario elettorale, Calenda si dice certo che “nessuno dei due poli prenderà il 42 per cento che serve ad avere il premio di maggioranza e a governare”.
Un’eccezione alla linea del “mai” potrebbe arrivare solo in caso di emergenza internazionale: “Che ne sappiamo che non ci attacchi la Russia e non si debba immediatamente fare un governo istituzionale d’emergenza e di larghe intese con Meloni, Schlein…”. Ma, conclude, “se la situazione rimane quella di adesso e il sottoscritto alle elezioni si allea con Meloni o il Campo largo, sono pronto a fare a piedi il cammino di San Francesco”.
