Confindustria Salerno

CONFINDUSTRIA SALERNO CONTRO LA LEGGE DI STABILITA’ DEL GOVERNO LETTA

A margine del convegno nazionale dei Giovani di Confindustria – in corso di svolgimento alla Stazione Marittima di Napoli – il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno, Gennaro Lodato, commenta la Legge di Stabilità licenziata dal Governo ed evidenzia la portata modesta dei provvedimenti di riforma in essa contenuti, incapaci di essere risolutivi per il rilancio dell’economia del Paese.

 

 

“Abbiamo deciso – ha dichiarato il Presidente Gennaro Lodato – di dedicare il XXVIII Convegno di Capri per Napoli all’Italia che vuole farcela puntando sulla tenacia e il coraggio di chi non abbandona il Paese, ma resta per “dare un taglio” alle idee ormai logore e ricominciare dal buono che c’è. Siamo ancora convinti che non tutto sia perduto, nonostante una politica che non decide ma balbetta, come dimostrato dalla Legge di Stabilità”.

 

“Rispetto alla Legge di Stabilità – ha proseguito Lodato – il nostro giudizio è alquanto critico. L’insieme delle misure contemplate nel disegno di legge non sono infatti sufficienti a far tornare a crescere il Paese. Non c’è traccia alcuna di riforme strutturali, oramai non più rinviabili. È vero, l’abbassamento del prelievo fiscale su lavoratori e imprese e la riduzione del cuneo contributivo promessi ci sono, ma sono provvedimenti assai modesti”.

 

“Ci aspettavamo scelte più coraggiose da parte della politica. Il rispetto del Patto di Stabilità – ha concluso il Presidente Lodato – non può più essere un limite così forte all’azione e alla decisione. A nostro avviso varrebbe la pena di metterlo in discussione nell’immediato, pur di avviare riforme ad ampio respiro, serie e credibili che, nel lungo periodo, sarebbero le sole capaci di cambiare l’Italia. Neanche la tenuta del Governo è a conti fatti una ragione oggi plausibile. Ovunque i governi di larghe intese servono proprio a fare scelte di valore, talvolta impopolari. Da noi, invece, le larghe intese partoriscono solo risultati stretti. Bisognerebbe cominciare con il chiedersi sul serio se, in nome della stabilità, siamo davvero sicuri di voler pagare un prezzo così alto. Se non si ha il coraggio di fare scelte forti, almeno si torni al voto ma con una nuova legge elettorale”.

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