“Il nome del nostro candidato alle primarie è l’ultimo dei miei pensieri e problemi”. A dirlo, in una intervista al Corriere della Sera, è il leader di Italia Viva Matteo Renzi che, a proposito del campo largo aggiunge: “Senza di noi perdono. Noi riformisti non facciamo parte del Campo largo, che è formato da Pd, M5S e Avs. La matematica dice che senza di noi non ce la fanno. Se vogliamo vincere serve l’unità. Altrimenti la Meloni fa il bis e si prende altri cinque anni di Palazzo Chigi e soprattutto sette anni di Quirinale. E il popolo del centrosinistra non perdonerà chi avrà messo veti e fatto perdere la coalizione”.
Per Renzi, lo scontro tra Conte e Schlein è “puro posizionamento. Conte non può che stare in coalizione. Anche perché se dovesse rompere l’alleanza si spacca il Movimento e saltano i suoi presidenti di Regione in Sardegna e Campania. La scelta di Schlein di lasciare ai Cinque stelle qualche governatore non è stata generosità, ma un investimento intelligente sul futuro. Il Campo largo non salta, ma le tre liste di Pd, Avs e Cinque Stelle, insieme, fanno il 38%. Non basta per vincere. Serviamo noi, anche noi”. La Salis? “È il nome più forte per guidare questa scommessa perché somma al nostro voto organizzato una sua forza personale rilevante” ma, sottolinea, “deve essere aiutata, non strattonata: lasciamola lavorare. Quando sarà il momento di fare le liste vedremo la migliore formazione possibile. Per vincere”.
