CAPACCIO PAESTUM, LA CRISI POLITICA DEL SINDACO PAOLINO: ADESSO ARRIVA LA REVOCA DEL PUC

Il Sindaco di Capaccio Paestum Gaetano Paolino, alle prese con una crisi politica che lo ha portato, nell’ultimo Consiglio Comunale a non approvare il rendiconto 2025, prova ad evitare lo scioglimento del Comune da parte della Prefettura, revocando il Puc, approvato appena a Giugno di quest’anno.

“Con la deliberazione n. 317 dell’11 agosto 2026,” scrive la Consigliera Comunale di opposizione Simona Corradino, ” la Giunta Comunale guidata dal Sindaco Avv. Gaetano Paolino ha compiuto l’atto più clamoroso e autolesionistico di questa consiliatura: revocare in autotutela il Piano Urbanistico Comunale che essi stessi hanno adottato il 29 giugno 2026 con delibera n. 263.
Il fondamento giuridico invocato — l’art. 21-quinquies della L. 7 agosto 1990, n. 241 — consente la revoca di un provvedimento per sopravvenuti motivi di pubblico interesse o nuova valutazione dell’interesse pubblico.
Ma qui non sopravviene nulla di nuovo: i vizi erano preesistenti e noti, le criticità erano state denunciate per iscritto dalla sottoscritta molti mesi prima dell’adozione.
Ciò che emergeva allora come allarme, oggi diventa l’argomento con cui la stessa maggioranza smantella il proprio operato.
Il risultato? Mesi persi, soldi buttati, cittadini danneggiati!
Il procedimento di formazione del PUC ha mobilitato non pochi soldi dei cittadini: nomine di RUP, consulenti esterni, studi geologici, agronomici, acustici, archeologici, perizie ambientali.
La proposta di Piano, composta da 90 elaborati, è stata depositata, pubblicata sul BURC del 6 luglio 2026, aprendo la fase delle osservazioni dei cittadini con scadenza al 4 settembre 2026.
Ora quella fase viene chiusa anticipatamente, vanificando anche la partecipazione dei privati già avviata e il lavoro dei tantissimi tecnici che in questo mese stavano lavorando per presentare le osservazioni entro il 4 settembre.
I costi di questa marcia indietro ricadranno sulla collettività.
Quante risorse comunali sono state consumate per questa gestione improvvida e improvvisata?
Desta perplessità anche la motivazione sui conflitti di interesse taciuti: se così fosse, la verità emergerebbe troppo tardi!
La delibera di revoca ammette che solo in data 4–6 agosto 2026 sono state rese dichiarazioni di conflitto di interessi da parte del tecnico a supporto del RUP, relative al triennio precedente.
Una circostanza che, se vera, avrebbe dovuto essere accertata prima dell’adozione del piano, non dopo la sua pubblicazione ufficiale a pochi giorni dalla scadenza del termine per le osservazioni.
Questo non è un intoppo burocratico: è una grave mancanza di controllo sulla filiera dei soggetti coinvolti nel procedimento.
La verità è che le criticità, le omissioni, le illegittimità erano già sul tavolo, ma l’opposizione non è stata ascoltata!
Come consigliere comunale di opposizione avevo sollevato, già con l’interrogazione del 24 febbraio 2026, una serie puntuale di criticità: tempi di redazione irrisori, carenza del quadro conoscitivo, mancato riferimento al Masterplan Salerno Costa Sud, opacità sul dimensionamento del piano e sui criteri di trasformabilità.
Il 25 giugno 2026 — quattro giorni prima dell’adozione — avevo inviato una comunicazione urgente denunciando la totale esclusione del Consiglio Comunale dal processo decisionale, la mancanza di trasparenza e la potenziale illegittimità della scelta di ricorrere alla disciplina urbanistica previgente in luogo del nuovo Regolamento regionale n. 3/2025.
Tutti questi atti sono stati gravemente ignorati!
Con un atto di superbia amministrativa il piano è stato adottato lo stesso, all’unanimità dal sindaco e dalla Giunta, il 29 giugno 2026.
Quarantaquattro giorni dopo, il sindaco e la stessa Giunta fanno marcia indietro richiamando una relazione del Sindaco contro sé stesso!
Non si è accorto che il PUC non rispettava le sue linee guida e che i vizi erano insanabili!
La Relazione sindacale prot. 34774 dell’11 agosto 2026 — allegata alla delibera di revoca e approvata dalla stessa Giunta — elenca una serie impressionante di indirizzi a suo dire disattesi dal RUP: la distribuzione irrazionale di 1.186 alloggi concentrati quasi tutti a Capaccio Scalo e Rettifilo, l’introduzione del vincolo E4 che “certifica la morte del Capoluogo”, l’assenza di previsioni sulla fascia costiera e sul progetto “Paestum Città del Mare”, il mancato recepimento degli indirizzi sulla mobilità, il turismo sostenibile e le opere infrastrutturali.
Il Sindaco, in sostanza, firma una relazione che dimostra come lui stesso e la Giunta da lui scelta abbiano adottato un piano che non avevano letto e capito.
Eppure con la stessa delibera di adozione del PUC è stato espressamente dichiarato che il PUC era invece conforme agli indirizzi della maggioranza!
Quale è la verità vera? Cosa è cambiato?
E poi, se gli indirizzi erano stati approvati con delibere consiliari n. 45/2025 e n. 65/2025, come è possibile che il piano adottato li contraddicesse così radicalmente? Chi ha vigilato? Chi ha controllato? Nessuno!
Non l’Ufficio di piano scelto dal Sindaco, non il Sindaco, non la Giunta, non i Consiglieri che “sostengono il sindaco”!
Ma anche la procedura è stata totalmente sbagliata.
Infatti, il Comune aveva formalmente scelto di impostare il PUC sul nuovo quadro normativo regionale (L.R. 5/2024 e Reg. n. 3/2025), istituendo un nuovo Ufficio di Piano e avviando l’iter con la nuova procedura.
Poi, a ridosso della scadenza del 30 giugno 2026, ha deciso di sfruttare la “finestra transitoria” della disciplina previgente, come denunciato dall’opposizione quale scelta «regressiva e arbitraria».
Oggi, dopo aver bruciato questa scorciatoia normativa, si torna al punto di partenza — con mesi persi, risorse spese e zero risultati.
Questa vicenda non è un semplice errore tecnico: è la fotografia di un’amministrazione inadeguata, incapace di governare un procedimento strategico, sorda alle voci della minoranza, cieca sui conflitti di interesse, prodiga di risorse pubbliche nonostante la grave situazione economico finanziaria e avara di trasparenza.
I cittadini di Capaccio Paestum attendono un Piano Urbanistico Comunale da decenni. Questa amministrazione, in pochi mesi, ha dimostrato di non essere all’altezza di darglielo.
Sindaco, Lei ha una sola cosa da fare immediatamente: riconoscere il suo fallimento e dimettersi con l’intera Giunta Comunale e i consiglieri della sua risicata “maggioranza”.
Non per ragioni politiche già gravemente mortificate in tutti questi mesi in spregio alle più elementari regole democratiche di rappresentatività, ma per manifesta inadeguatezza amministrativa.
Il territorio di Capaccio Paestum — con il suo straordinario patrimonio UNESCO, la sua costa, i suoi borghi — merita una guida all’altezza. Lei, Sindaco, la sua Giunta e i “consiglieri che la sostengono”, non lo siete.