“Tra prezzi in calo, mercato rallentato, giacenze elevate e costi di produzione e trasformazione in aumento, la nuova campagna olearia in Campania si apre in un quadro di forte criticità”. È quanto evidenzia Antonio Casazza, Presidente Sezione Economica Regionale olivicoltura di Confagricoltura Campania riprendendo le preoccupazioni espresse a livello nazionale da Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi, e chiedendo una risposta coordinata per la filiera.
“Le imprese devono decidere adesso se raccogliere e sostenere le spese di trasformazione – dichiara Antonio Casazza –. Senza liquidità, prospettive di mercato e prezzi capaci di coprire i costi, una parte della produzione rischia di rimanere sugli alberi”.
Confagricoltura Campania invita quindi la Regione a seguire le iniziative di Puglia e Calabria, che hanno già formalizzato la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del comparto, e a promuovere, insieme alle altre Regioni olivicole del Mezzogiorno, una proposta coordinata nei confronti del Governo nazionale.
“La Campania è la sesta regione olivicola italiana, con circa 9.800 tonnellate di olio annue e il 4,9% della produzione nazionale. Il Mezzogiorno, nel complesso, rappresenta oltre il 75% della produzione italiana, trainato da Puglia (45,1%) e Calabria (10,3%)”.
“È necessario – conclude Casazza – costruire una posizione comune tra le Regioni meridionali, capace di ottenere misure straordinarie adeguate alla gravità della situazione e di tutelare la competitività dell’intera filiera olivicola italiana”.
