La Regione Campania ha deciso di investire per arginare il fenomeno della dispersione scolastica. 14 milioni di euro basteranno?
La dispersione scolastica è un fenomeno complesso, al cui strutturarsi concorrono molteplici cause. Anche le conseguenze sono assolutamente differenziate: si va dai casi caratterizzati dalla transitorietà e reversibilità del fenomeno, fino a quelli in cui l’insuccesso rappresenta l’esito finale di un processo che si distende lungo tutto il percorso scolastico dell’alunno, determinandone il definitivo fallimento. I 14 milioni di euro stanziati dalla Regione Campania rappresentano un segnale importante, una misura significativa che sosterrà la prevenzione e la creazione di una rete sociale a protezione dei minori a rischio.
Le cause della dispersione in Campania, anche connesse a forti disuguaglianze economiche e sociali richiedono investimenti continui e integrati.
Lei, per anni, si è occupato in prima persona di scuola e di giovani. Come si combatte davvero la dispersione scolastica che, in alcuni territori della Campania, diventa una ghiotta occasione per la criminalità organizzata?
Alla luce della mia lunga esperienza nella scuola, realizzata nei profili di docente, dirigente scolastico, dirigente tecnico, provveditore agli studi, ritengo sia fondamentale supportare le scuole e il personale scolastico, al fine di rielaborare in modo organico una progettualità strategica che consenta: il riallineamento delle competenze, la rimotivazione degli studenti, il riorientamento formativo.
- il riallineamento delle competenze aiuta gli studenti che sono rimasti indietro a colmare i vuoti di apprendimento in alcune discipline fondamentali, così da interrompere il pericoloso circuito del fallimento;
- la rimotivazione degli studenti agisce sull’autostima personale, sulla sfera emotiva, e consente di ricostruire un legame significativo con la scuola;
- il riorientamento formativo consente di guidare i giovani che hanno sbagliato la scelta di istruzione superiore a rilevare attitudini e interessi reali, così da scegliere un percorso scolastico o professionale più adatto alle attitudini personali.
Nei territori maggiormente a rischio, ad alta densità criminale, le azioni pedagogiche e didattiche vanno affiancate da strategie integrate di tipo sociale, in particolare da patti territoriali, alleanze con le famiglie, collaborazioni costanti con il terzo settore.
Istituzioni a lavoro per frenare il fenomeno, manca un pezzo della società: la famiglia?
Come ho già evidenziato, la famiglia non può essere esclusa: rappresenta il contesto di riferimento fondamentale per l’efficacia di ogni strategia anti-dispersione.
Se manca l’intesa con le famiglie, qualunque intervento rischia di fallire una volta che lo studente esce da scuola e rientra a casa. Per tale motivo, i genitori vanno resi i principali alleati, da coinvolgere con interventi informativi, spazi di ascolto, patti di corresponsabilità e, laddove il dialogo sia particolarmente difficile, con apposite figure di supporto alla mediazione.
l fondi stanziati dalla Regione Campania sono finalizzati anche alla “presa in carico” del nucleo familiare e alla realizzazione di interventi a sostegno della genitorialità.

