ROBERTO SPERANZA (PD): “NO A PRIMARIE, SCEGLIAMO UN 18ENNE O UN PARTIGIANO COME CANDIDATO”

“Sono un errore politico e vanno evitate. Ci stiamo scivolando dentro senza aver ragionato fino in fondo sul significato e sulle conseguenze politiche ed elettorali”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, l’ex ministro ed esponente del Pd, Roberto Speranza, rispondendo alla domanda se le primarie per il candidato premier sono una via obbligata. “Elly – aggiunge – ha tutte le carte in regola. Il governo è in palese difficoltà nel rapporto col Paese reale. Nonostante l’instancabile propaganda della destra, gli italiani toccano con mano l’incapacità di affrontare i problemi concreti delle persone. In questo contesto, le forze progressiste hanno avuto la capacità di credere in quel percorso unitario così indispensabile per costruire un’alternativa. Va dato atto alla segretaria del Pd di aver investito molto su questa prospettiva. E va dato atto a Conte di aver portato il M5S compiutamente nell’area progressista, due cose che non erano affatto scontate”. Di cosa ha paura? “La convergenza tra Pd e M5S – prosegue Speranza – è la premessa essenziale per ogni ragionamento sull’alternativa, ma i numeri dicono che non basta. Riconosco il prezioso lavoro di Avs e considero urgente la costruzione di una proposta di centro capace di parlare agli elettori moderati”. “I due principali candidati – afferma ancora – sono i leader dei due partiti più grandi. Sono figure autorevoli e capaci di mobilitare al massimo i rispettivi elettorati, ma dobbiamo chiederci cosa accadrà tra gli elettori della forza il cui leader non vincerà le primarie. C’è un rischio oggettivo di ridurre il livello di mobilitazione in vista delle elezioni. Rischieremmo di avere primarie durissime e divisive, con il risultato di ridurre la nostra capacità di mobilitare l’elettorato in vista dell’appuntamento che conta davvero. Io vedo il rischio di un clamoroso autogol”. Sicuro che si possa superare l’obbligo di indicare il premier sulla scheda? “Basterebbe fare una scelta simbolica, come un neo diciottenne o un anziano partigiano. Il nostro obiettivo è vincere e oggi questo è possibile”, conclude Speranza.