“Ad Agropoli, città civilissima e con una solida cultura democratica, un paio di giorni fa, il centro di accoglienza per richiedenti asilo è stato devastato da ignoti con mazze e picconi. L’hanno fatto solo per distruggere, per rendere inutilizzabile il lavoro fatto e mandare chiaro e forte un messaggio di intolleranza.”
Lo scrive, in una nota, il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Franco Mari.
Le indagini sono in corso, ma possiamo anticipare una conclusione, ovviamente non relativa alle responsabilità personali: sarà stato sicuramente qualcuno che odia i richiedenti asilo. Proprio così, esistono persone che odiano quelli che scappano da fame, guerre, crisi climatiche e hanno i requisiti per chiedere di essere temporaneamente accolti in centri come quello di Agropoli, per altro non ancora in funzione. Odiano persone che non possono essere respinte perché fragili, perché minori, perché provenienti da Paesi dove rischiano concretamente la vita. Persone che spesso hanno attraversato il deserto e il mare, che sono state torturate in un lager, che hanno visto morire i loro cari tra le onde. Persone da proteggere perché lo dice la nostra Costituzione. Ma, si sa, questi portatori di odio la disprezzano la Costituzione, perché sono sicuramente neofascisti, che lo sappiano o meno, che si definiscano o meno così. E quello di Agropoli non è un caso isolato. Parole impronunciabili come remigrazione stanno facendo da apripista ai peggiori sentimenti e a comportamenti che speravamo fossero stati superati dalla storia. Non serve dire altro: dobbiamo stare attenti, dobbiamo fare ognuno la propria parte, dobbiamo vigilare e reagire. Intanto chiederemo attenzione e risposte al Ministro degli Interni con una interrogazione.
