“Già ieri sera ho avuto il piacere di partecipare all’anteprima della XXV edizione del Festival degli Antichi Suoni, in un momento di confronto che ha visto insieme istituzioni, amministratori e territorio, con la presenza autorevole, tra gli altri, dell’on. Piero De Luca e del Vice Presidente della Regione Campania Mario Casillo.”Lo scrive il Vice Presidente della Provincia di Salerno Giovanni Guzzo.
Ma oggi, quando le strade si riempiono, la musica comincia a risuonare tra i vicoli e Novi torna ad accogliere migliaia di persone, c’è anche un’altra emozione.
Perché gli Antichi Suoni non sono semplicemente un Festival.
Sono il rumore dei passi verso il Sacro Monte.
Sono la musica che abbiamo ascoltato da bambini.
Sono le nostre tradizioni, i nostri sapori, le nostre famiglie.
Sono generazioni diverse che, almeno per qualche sera, parlano la stessa lingua.
Sono Novi. Sono Cilento. Sono casa.
Venticinque edizioni significano venticinque anni di persone che hanno creduto che le nostre radici non fossero qualcosa da conservare in una fotografia, ma qualcosa da far vivere, suonare, ballare e conoscere al mondo.
Ed è forse questa la cosa più bella: vedere tanti giovani raccogliere questa eredità e portarla avanti con entusiasmo, dimostrando che si può essere profondamente legati alla propria storia e, proprio per questo, guardare lontano.
Da novese, prima ancora che da amministratore, provo un orgoglio difficile da spiegare.
Quello che posso dire è soltanto grazie.
Grazie a chi, molti anni fa, ha avuto un’intuizione.
Grazie a chi negli anni non ha mai smesso di crederci.
Grazie all’Amministrazione comunale, agli organizzatori, alle associazioni, alla forza pubblica, alla polizia municipale, alla protezione civile, ai volontari e a tutte le persone che in queste ore stanno lavorando perché Novi mostri ancora una volta il suo volto più bello.
E grazie a tutti quelli che arriveranno.
Perché ci sono tradizioni che raccontano da dove veniamo.
E ce ne sono alcune che ci ricordano chi siamo.
Gli Antichi Suoni sono una di queste.
