La proposta di legge per garantire l’accesso al medico di medicina generale alle persone senza fissa dimora residenti in Campania compie un passo decisivo verso l’approvazione definitiva. Oggi la II Commissione consiliare permanente (Bilancio e Finanza) ha espresso parere favorevole all’unanimità, dopo che la V Commissione (Sanità) aveva già approvato il testo con analogo voto unanime. Il provvedimento è ora pronto per l’esame dell’Aula del Consiglio Regionale della Campania.
Primo firmatario della proposta è il consigliere regionale del Partito Democratico Francesco Picarone, da anni in prima linea sui temi della tutela della salute e dei diritti sociali.
«Oggi il Consiglio Regionale della Campania ha dimostrato di saper mettere i diritti davanti alle appartenenze politiche. Due commissioni, due unanimità. È il segnale che questa legge risponde a un bisogno reale e a un principio costituzionale incontestabile: la salute è un diritto di tutti, anche di chi non ha più una casa.»
La proposta di legge colma un vuoto normativo di lunga data: attualmente, chi perde la residenza anagrafica perde automaticamente anche il diritto all’iscrizione al medico di base, potendo accedere alle cure solo tramite il Pronto Soccorso. Con la nuova legge, i cittadini italiani senza dimora soggiornanti in Campania potranno iscriversi nelle liste degli assistiti delle ASL regionali, scegliere il proprio medico di famiglia e accedere ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), su segnalazione dei servizi sociali.
Il provvedimento si inserisce nel solco della legge nazionale n. 176/2024, che ha avviato un programma sperimentale nelle sole città metropolitane: la legge regionale campana ne amplia la portata all’intero territorio regionale e la rende strutturale, andando ben oltre i limiti della norma statale.
«Questa non è solo una legge di civiltà. È anche una misura di buona amministrazione: garantire le cure primarie ai senza dimora riduce il ricorso improprio al Pronto Soccorso, con un risparmio netto stimato per il Sistema Sanitario Regionale. Un investimento che si ripaga da solo, nel segno della giustizia sociale.»
La copertura finanziaria, pari a 300.000 euro annui per il triennio 2026–2028, è stata già formalmente concessa dalla Direzione Bilancio della Giunta Regionale.
