“Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere, le facoltà di farlo, mi dispiace. Io posso dare degli input, delle idee straordinarie sull’ambiente, sulla religione…”. Lo dice Beppe Grillo a Pulp Podcast.
“Casaleggio era una grande persona, eravamo complementari, quello che non ero io, era lui. Lui era un organizzatore. Avevamo gli stessi gusti: lui era Tex Willer, io ero il grande Black, il trapper come dicono oggi”. Lo dice Beppe Grillo a Pulp Podcast.
“Io ho letto il suo libro, poi l’ho conosciuto e ho detto: ‘Lui è mio…’. Casaleggio era uno storico con una grande dote di storico…Abbiamo deciso di mettere qualcosa per gli altri, San Francesco…era immettere nella politica un sentimento, di provare a cambiare la vita dei più disagiati. Io ci ho rimesso soldi, un po’ di salute, una parte anche della mia famiglia, perché non sono mai stati quasi d’accordo. Lui aveva la sintesi, il grado di organizzazione, era il manager. Mancando lui sono rimasto un po’ privo, poi c’è stato Luigi Di Maio, bravissimo, poi si è evoluta la situazione dove io facevo il garante, ma non contavo quasi nulla”, racconta.
