L’intelligenza artificiale può fare paura oppure diventare un’occasione. La differenza, soprattutto per chi oggi si prepara a entrare nel mondo del lavoro, la faranno le competenze. È da questa convinzione che Gianfranco Librandi, vicesegretario regionale di Forza Italia Campania con delega alla formazione, parte per lanciare un nuovo progetto destinato ai giovani campani: studiare IA e robotica, imparare a trasformare la tecnologia in impresa, confrontarsi con le esperienze internazionali più avanzate e provare infine a far nascere nuove startup sul territorio.
«Non possiamo parlare ai ragazzi dell’intelligenza artificiale soltanto come di qualcosa che cambierà il loro lavoro. Dobbiamo metterli nelle condizioni di capire quel cambiamento e, possibilmente, di guidarlo. La tecnologia non deve essere qualcosa che si subisce, ma uno strumento che si impara a utilizzare», spiega Librandi.
Il progetto nasce nell’ambito della formazione di Forza Italia Campania e avrà una prima fase interamente online. Ingegneri, imprenditori, dottori commercialisti ed esperti di innovazione metteranno a disposizione competenze diverse. L’idea è tenere insieme ciò che troppo spesso viaggia separato: tecnologia e impresa.
Non basterà quindi conoscere le possibilità dell’IA o della robotica. I ragazzi affronteranno anche la costruzione di un business plan, l’accesso ai capitali, i mercati e i passaggi necessari per portare un progetto dalla fase dell’intuizione a quella imprenditoriale.
«Il nostro obiettivo non è formare semplicemente utilizzatori di nuove tecnologie. Vorremmo aiutare a crescere ragazzi capaci di inventare applicazioni, prodotti, servizi e, perché no, aziende. L’innovazione acquista valore quando riesce anche a produrre lavoro».
La formazione avrà poi una prova sul campo. Una selezione dei partecipanti avrà la possibilità di andare in Cina in occasione di una delle principali fiere internazionali della robotica. Un’esperienza pensata per osservare da vicino tecnologie e processi produttivi, incontrare imprese e misurarsi con una realtà che sta investendo enormemente nell’automazione.
Per Librandi, però, il viaggio ha senso soprattutto per ciò che accadrà dopo. «Andare in Cina non sarà il premio per i più bravi, ma una parte della formazione. Vorrei che i ragazzi tornassero con domande diverse da quelle con cui sono partiti, nuovi contatti e soprattutto idee da mettere alla prova in Campania».
È proprio sul ritorno che si concentra la fase più ambiziosa del progetto: accompagnare lo sviluppo delle idee migliori fino alla possibile nascita di startup campane dedicate all’intelligenza artificiale e alla robotica.
La scelta si inserisce nella linea che il segretario regionale Fulvio Martusciello sta imprimendo a Forza Italia Campania sul coinvolgimento delle nuove generazioni. Dopo lo spazio dato ai ragazzi nell’ideazione e nella comunicazione dell’evento del 29 settembre per i novant’anni di Silvio Berlusconi, il passo successivo riguarda competenze e formazione.
A Librandi è affidato un ruolo decisivo. Imprenditore e responsabile regionale della formazione, porta nel progetto una visione che lega preparazione e cultura d’impresa. «Ai giovani non dobbiamo promettere che il futuro sarà semplice. Dobbiamo dare loro gli strumenti per essere competitivi. E una politica seria dovrebbe preoccuparsi molto più di questo che di spiegare ai ragazzi quale futuro devono scegliere».
Il progetto guarda così a una delle contraddizioni storiche della Campania: formare talenti che spesso finiscono per produrre valore altrove. La risposta non è impedire loro di partire, ma fare in modo che partire non significhi necessariamente andarsene.
«Voglio che conoscano il mondo, che vedano ciò che accade fuori, che si confrontino con chi è più avanti. Ma dobbiamo essere capaci di offrire loro anche una ragione per tornare. Se un ragazzo rientra con un’idea e trova qui le condizioni per trasformarla in un’impresa, abbiamo vinto una piccola battaglia per la Campania».
La formazione diventa così il punto d’incontro tra due generazioni. Da una parte esperienza imprenditoriale e competenze professionali, dall’altra ragazzi chiamati a misurarsi con tecnologie che cambieranno profondamente il modo di lavorare.
Il progetto parte dall’intelligenza artificiale, ma la scommessa di Librandi è soprattutto umana: non chiedere ai giovani di aspettare il futuro, ma prepararli abbastanza perché possano provare a costruirselo.
