AD AVELLINO LA PRIMA TAPPA DI PRAESENTIA: PER SOSTENERE IL TURISMO IN TUTTA LA REGIONE

Superare i municipalismi, mettere in rete istituzioni e operatori e trasformare le eccellenze dell’Irpinia in nuove opportunità di sviluppo e lavoro. È la prospettiva emersa al Complesso monumentale dell’ex Carcere Borbonico di Avellino, dove si è svolto “Il bosco e la vite”, quarto appuntamento di “Praesentia. Gusto di Campania Divina – Viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica della Campania”. Al centro della giornata il legame tra turismo delle aree interne, identità delle comunità, alimentazione e cultura gastronomica.

 

Il progetto è promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Campania, coordinato dalla Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo e attuato dall’Agenzia Regionale Campania Turismo. L’incontro avellinese ha riunito rappresentanti delle istituzioni, studiosi, operatori e interpreti della cucina irpina, alternando confronto pubblico ed esperienze gastronomiche.

 

Nel suo intervento, l’Assessore regionale al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale della Regione Campania, Vincenzo Maraio  ha parlato di “una sfida decisiva per la crescita turistica della Campania: con il Presidente Fico abbiamo puntato con determinazione  sulle aree interne. L’Irpinia può affermarsi come destinazione riconoscibile grazie a enogastronomia, paesaggio, tradizioni e turismo religioso, purché Regione, Provincia, Comuni e operatori lavorino su una regia comune, anche attraverso le Destination Management Organization (DMO). Un modello capace di superare i municipalismi, ampliare la cooperazione tra le amministrazioni e creare occasioni economiche per le nuove generazioni, contrastando lo spopolamento”.

Maraio ha richiamato, tra gli strumenti a sostegno di questa strategia, il turismo scolastico per l’anno 2026/2027, con priorità per i viaggi d’istruzione che prevedono almeno due pernottamenti nelle strutture ricettive delle aree interne e visite al patrimonio culturale, naturalistico o alle realtà produttive locali. “E’ necessario – ha proseguito Maraio – investire nell’accoglienza e nella capacità ricettiva. Sul fronte degli eventi natalizi, la programmazione regionale ha previsto circa 4 milioni di euro aggiuntivi per Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, con un riparto che riconosce una premialità alle province con maggiore incidenza di aree interne: ad Avellino sono destinati 610mila euro. Le risorse si affiancano a quelle già programmate per Salerno. L’obiettivo è costruire appuntamenti capaci di richiamare visitatori con proposte culturali e di spettacolo, oltre la sola attrattiva delle luminarie”.

 

Il sindaco di Avellino Nello Pizza ha sottolineato il potenziale ancora inespresso del capoluogo e dell’Irpinia, “ricca di borghi e tradizioni enogastronomiche, ma bisognosa di itinerari, collegamenti e servizi capaci di rendere queste risorse realmente fruibili. Bisogna in particolare soffermarsi sulle difficoltà dei trasporti pubblici, delle infrastrutture stradali e della connettività digitale”. Per il presidente della Provincia di Avellino Fausto Picone “la crescita richiede una visione d’insieme e una collaborazione effettiva tra le istituzioni. Tra le priorità c’è il collegamento dell’Irpinia alla rete dell’alta velocità ferroviaria, insieme alla necessità di conoscere e raccontare il patrimonio locale per promuoverlo con maggiore efficacia”. Francesco Morra, presidente di ANCI Campania e sindaco di Pellezzano, ha richiamato il ruolo dei piccoli Comuni, “custodi di un patrimonio di paesaggi e produzioni ma spesso esposti a fragilità demografiche e infrastrutturali. L’attenzione delle amministrazioni alle politiche locali del cibo, alle produzioni a chilometro zero può contribuire a rafforzare le comunità e a creare prospettive per i giovani”.

 

Dal turismo alla cultura del cibo, la curatrice scientifica di Praesentia, l’antropologa Elisabetta Moro, ha ricordato come il riconoscimento UNESCO della cucina italiana quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità rafforzi l’interesse dei visitatori per le pratiche gastronomiche e per le storie che le accompagnano. “I laboratori di cucina e gli altri format esperienziali sono strumenti concreti e accessibili per trasformare la conoscenza del patrimonio gastronomico in occasioni di incontro e visita”. Annamaria Colao, docente di Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha affrontato il rapporto tra piacere, salute e scelte alimentari, invitando a “mangiare con intelligenza”. “Non esiste un’unica ricetta adatta a tutti: l’alimentazione – ha osservato – deve misurarsi con le esigenze e i ritmi biologici individuali, seguendo le tre Q — quanto mangiare, quale cibo scegliere e quando mangiare. Fondamentale anche la stagionalità, gli alimenti poco trasformati, la convivialità e la necessità di ritrovare un equilibrio del gusto senza rinunciare al piacere della tavola”.

 

A offrire una chiave di lettura poetica è stato Franco Arminio, scrittore e paesologo: “Il mondo enogastronomico è un modello da seguire perché in quel mondo si realizza la fusione felice dell’antico e del nuovo. A tavola si può realizzare una sorta di nuovo Umanesimo. Lo potremmo chiamare Umanesimo del cibo, Umanesimo della tavola”. Un incontro che trova espressione nei prodotti e nel lavoro degli chef irpini.

 

La giornata si è aperta con la visita al Museo Irpino nell’ex Carcere Borbonico, per poi proseguire attraverso il percorso dedicato ai sapori con lo show cooking condotto da Antonio Puzzi, Slow Food Italia Network Communication Manager e direttore responsabile di Pizza e Pasta Italiana. Salvatore Ciccarelli, chef del Maeba Restaurant di Ariano Irpino, una Stella Michelin, ha presentato un flan di minestra “quasi” maritata con chips di erbe di campo, crema e olio di cicoria e brodo di prosciutto. Arcangelo Gargano, chef di Voria Osteria di Cairano, ha proposto il mugliatiello con fave, cicoria e pecorino e i fusilli alla cuta cuta con ragù di gallo. A completare il racconto enogastronomico, gli oli extravergine Hirpinia Limes Dop e Zahir 100% Ravece di San Comaio, la verticale di torroni firmata da Antonio De Luca di Dolci Terre di Grottaminarda e la musica de La Posteggia, con Massimo e Francesco Lobresca, interpreti della tradizione napoletana.

 

Con Avellino, Praesentia ha completato quattro degli otto appuntamenti del percorso: dopo Ischia, Castellammare di Stabia e Ascea, il progetto proseguirà ad Aversa il 9 novembre, a Benevento il 23 novembre, a Napoli il 7 dicembre e si concluderà a Pozzuoli il 14 dicembre.