In qualità di Responsabile regionale delle Politiche Giovanili di Forza Italia, desidero esprimere la mia più ferma condanna per i gravi episodi di violenza verificatisi in questi giorni a Milano e Torino, manifestando piena e incondizionata solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, quotidianamente impegnati nella difesa della sicurezza e della legalità.
Quanto accaduto impone una riflessione seria e approfondita, soprattutto alla luce del coinvolgimento di giovani, tra cui anche ragazzi di seconda generazione, figli di immigrati.
Lo scrive, in una nota, Gabriele Casaburi.
È inaccettabile che, dinanzi a episodi di violenza e di aperta sfida alle istituzioni, una parte della sinistra preferisca minimizzare, cercare giustificazioni o scaricare ogni responsabilità sul Governo, anziché condannare senza ambiguità comportamenti criminali che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare.
Questi avvenimenti impongono, inoltre, una riflessione politica sullo Ius Scholae, al quale ribadisco la mia assoluta contrarietà. La cittadinanza italiana non può essere considerata un automatismo, ma deve rappresentare il coronamento di un autentico percorso di integrazione, fondato sul rispetto delle leggi, delle istituzioni, dei valori costituzionali e delle regole della convivenza civile.
Naturalmente, le responsabilità penali sono sempre individuali e non possono essere attribuite a intere comunità. Ma proprio per questo occorre distinguere con fermezza chi si integra, studia, lavora e rispetta il nostro Paese da chi sceglie deliberatamente la strada della violenza e dell’illegalità.
La sinistra abbia finalmente il coraggio di scegliere da che parte stare: dalla parte dello Stato e delle Forze dell’Ordine oppure dalla parte di chi pretende di trasformare le nostre città in territori di scontro e impunità.
La protesta è un diritto. La violenza è un reato. E nessuna appartenenza politica, sociale o culturale può costituire un alibi per la delinquenza.
La sicurezza dei cittadini, il rispetto delle istituzioni e la difesa della legalità vengono prima di qualsiasi convenienza ideologica.
