La richiesta sarebbe già arrivata a Roma. Un nome e una casella precisa. Vincenzo De Luca avrebbe indicato al Partito democratico Lorenzo Lentini per le prossime Politiche e, per il suo storico avvocato, non avrebbe chiesto una candidatura qualsiasi: l’obiettivo sarebbe un posto sicuro alla Camera, possibilmente da capolista.
Lentini, amministrativista salernitano di lungo corso, è uno dei professionisti che hanno accompagnato De Luca nelle battaglie giudiziarie più delicate della sua storia politica. Il suo nome riporta agli anni dello scontro più duro con il berlusconismo e, soprattutto, a uno dei terreni sui quali il confronto tra centrodestra e centrosinistra sulla giustizia diventò durissimo: la legge Severino.
Bisogna tornare al 2015. De Luca ha appena conquistato Palazzo Santa Lucia, ma sulla sua elezione incombe la sospensione prevista dalla Severino. È la stessa legge in base alla quale, due anni prima, il Senato aveva votato la decadenza di Silvio Berlusconi dopo la condanna definitiva nel processo Mediaset.
Tra gli avvocati che impugnano il provvedimento c’è proprio Lentini. Il Tribunale di Napoli sospende in via cautelare l’efficacia del decreto e consente a De Luca di esercitare le funzioni di presidente. L’amministrativista salernitano parla di «questione di democrazia» e di ripristino del risultato elettorale.
Forza Italia insorge. Il caso De Luca viene immediatamente contrapposto a quello di Berlusconi. Renato Brunetta attacca, Mariastella Gelmini richiama apertamente il trattamento riservato al Cavaliere e Maurizio Gasparri interviene contro la decisione dei giudici napoletani. Il nome di Lentini si ritrova così dentro uno dei passaggi più duri dello scontro politico sulla legge che aveva segnato l’uscita di Berlusconi dal Senato.
Undici anni dopo, quel nome tornerebbe sulla scena. Ma questa volta la strada non porta in tribunale. Porta a Montecitorio.
De Luca avrebbe deciso di giocare direttamente la carta Lentini nella partita delle prossime Politiche. Sul tavolo ci sarebbe una collocazione forte alla Camera, con l’ipotesi del capolista come soluzione sulla quale l’ex governatore starebbe puntando.
Il rapporto tra i due, del resto, viene da lontano. Lentini è stato al fianco di De Luca in contenziosi che hanno accompagnato passaggi importanti della sua vicenda politica e amministrativa. Un rapporto professionale consolidato negli anni e diventato anche un rapporto di fiducia.
Adesso il percorso potrebbe invertirsi: dopo essere stato Lentini a difendere De Luca nelle aule giudiziarie, sarebbe De Luca a spendersi per portare Lentini nelle aule parlamentari.
Ed è soprattutto la casella indicata a dare peso all’operazione. Un conto è inserire un nome tra quelli da valutare, un altro è puntare alla testa della lista. Per Lentini, insomma, De Luca vorrebbe una candidatura di prima fila.
La partita delle liste deve ancora entrare nel vivo. Ma De Luca una carta l’avrebbe già giocata. Sopra c’è scritto Lorenzo Lentini. E dietro quel nome, inevitabilmente, si legge il suo.
