ROCCAPIEMONTE. LA CONSIGLIERA LUISA TREZZA: “AUMENTO TARIFFE GORI, IL SINDACO SBUGIARDATO”

La consigliera comunale di minoranza Luisa Trezza attacca il sindaco di Roccapiemonte dopo il voto favorevole in Consiglio di Distretto dell’Ente Idrico Campano: «Anni di battaglie sull’acqua pubblica spazzati via con un voto. Pagano tradisce per la seconda volta la fiducia dei rocchesi».
​«Prima ha consegnato la nostra acqua alla GORI SpA, oggi vota persino a favore dei rincari in bolletta. Il sindaco Carmine Pagano è stato definitivamente sbugiardato: la maschera è caduta e a pagarne le conseguenze, ancora una volta, saranno le tasche dei cittadini di Roccapiemonte».
​Con queste parole la consigliera comunale di minoranza Luisa Trezza interviene duramente dopo la delibera dello scorso 28 ottobre del Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, che ha approvato un aggiornamento tariffario con un aumento del 5% nel 2026 e di un ulteriore 5% nel 2027 per il gestore GORI S.p.A., per un incremento complessivo del 10,25%.
​«Roccapiemonte ha resistito per anni, difendendo con le unghie e con i denti la propria autonomia e la gestione pubblica dell’acqua, grazie all’impegno di comitati, associazioni e cittadini che ci hanno sempre creduto», prosegue Luisa Trezza. «Nel 2023 il sindaco Pagano ha spianato la strada al passaggio a Gori, raccontando alla comunità che si trattava di una scelta inevitabile o persino migliorativa. Oggi arriviamo al paradosso: invece di fare le barricate per tutelare le famiglie già sfinite dal caro vita, il nostro primo cittadino partecipa da remoto al Consiglio di Distretto (votato dai suoi colleghi in rappresentanza della Rete dei Sindaci per l’acqua pubblica, nata tra l’altro proprio a Roccapiemonte con l’amministrazione Pascarelli) e vota a favore degli aumenti. Ricordo ai più che non è il gestore GORI SpA ad aumentare le tariffe ma il Consiglio di Distretto composto da 30 sindaci».
​Per la consigliera Trezza, il voto favorevole di Pagano rappresenta una contraddizione politica gravissima:
«Mentre altri rappresentanti del territorio hanno avuto quantomeno il coraggio di astenersi di fronte a questo salasso, Pagano ha scelto di allinearsi ai rincari. Come si fa a giustificare un aumento del 10,25% sostenendo che serve per gli investimenti, quando la GORI SpA ha già ricevuto centinaia di milioni di euro di fondi pubblici e risorse del PNRR per la rete idrica? Quei fondi dovevano servire a ridurre le perdite e abbassare le bollette, non a preparare il terreno per ulteriori stangate».
​«Il sindaco Pagano chieda scusa alla cittadinanza per aver smentito anni di battaglie civiche e per aver avallato una scelta che peserà direttamente sui bilanci familiari di tutti i rocchesi», conclude la consigliera Luisa Trezza. «Come minoranza continueremo a portare avanti la battaglia al fianco dei cittadini, dei Comitati e della Rete Civica per l’Acqua Pubblica: la gestione di un bene primario non può essere barattata in questo modo».