SEBASTIANO ODIERNA (CIRIELLI PRESIDENTE): “ALLAGAMENTI AGRO, LA GIUNTA FICO RISPONDA”

«Ancora una volta Sarno e diversi comuni dell’Agro nocerino-sarnese sono alle prese con gravi allagamenti, strade impraticabili e pesanti disagi per cittadini, automobilisti, attività economiche e scolastiche. A Sarno, come è ormai triste e grave consuetudine, si registrano anche raccolti agricoli andati perduti, con pesanti conseguenze per chi vive del lavoro nei campi. Sono bastate poche ore di pioggia intensa per mettere in ginocchio intere zone del nostro territorio, riproponendo criticità che conosciamo da decenni e alle quali non sono state date risposte adeguate. È inconcepibile che ogni autunno e ogni inverno si ripetano le stesse emergenze, come se ogni temporale fosse imprevedibile».

È la denuncia di Sebastiano Odierna, capogruppo di Cirielli Presidente – ECR in Consiglio regionale, che chiama in causa la Regione Campania per le carenze nella programmazione degli interventi di manutenzione e prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico.

«Conosco bene il mio territorio e le sue fragilità. La storia di Sarno dovrebbe aver insegnato quanto sia fondamentale prevenire, anziché intervenire quando l’emergenza è già esplosa. Non possiamo impedire che piova, ma dobbiamo evitare che ogni precipitazione intensa provochi allagamenti, danni alle abitazioni, alle attività produttive e alle coltivazioni. Servono pulizia periodica degli alvei e dei canali, manutenzione delle infrastrutture idrauliche e controlli sui sistemi di drenaggio. Invece assistiamo sempre allo stesso copione: piove, le strade si allagano, i campi vengono sommersi, i cittadini protestano e, tornato il sereno, tutto sembra dimenticato fino al temporale successivo. La manutenzione non può essere un’attività straordinaria da rispolverare quando l’acqua ha già invaso strade e terreni agricoli.

Quanto accaduto nelle ultime ore a Sarno e nei comuni limitrofi ne è l’ennesima dimostrazione. Ad Angri, in via Orta Longa, nei pressi del Ponticino sul fiume Sarno, gli allagamenti hanno impedito il transito di automobili e mezzi pesanti. Situazioni ricorrenti che non possiamo più considerare inevitabili.

Alla Regione rivolgo una contestazione politica precisa. Ha responsabilità fondamentali nella programmazione, nel coordinamento e nel finanziamento degli interventi di difesa del suolo e gestione del reticolo idraulico. Responsabilità che devono tradursi in opere concrete, risorse e manutenzioni periodiche, non soltanto in piani e annunci. So bene che le competenze sono distribuite tra Regione, Comuni, Consorzi di bonifica e gestori delle reti. Ma questa frammentazione non può diventare un alibi per l’inerzia. Ai cittadini non interessa sapere a chi spetti pulire un canale mentre case, strade e coltivazioni vengono invase dall’acqua. Interessa che quel canale venga pulito prima che arrivi il temporale.

Chiedo pertanto alla Giunta regionale un’immediata ricognizione delle criticità emerse a Sarno e nell’Agro nocerino-sarnese, una verifica degli interventi programmati ed effettivamente realizzati e un piano straordinario di prevenzione, con risorse certe, responsabilità definite e tempi verificabili. Occorre inoltre accertare l’entità dei danni subiti dalle aziende agricole e valutare adeguate misure di sostegno per chi ha perso il frutto di mesi di lavoro. Voglio sapere quali lavori siano stati eseguiti sul reticolo idraulico del nostro territorio, quali segnalazioni siano rimaste senza risposta e perché. Sarno e l’intero Agro meritano un’attenzione particolare, per le loro fragilità e per una storia che impone il massimo rigore nella sicurezza.

La pioggia è un fenomeno naturale. La prevenzione è un preciso dovere delle istituzioni. Quando gli stessi territori si allagano sistematicamente e i raccolti vengono ripetutamente distrutti, non possiamo continuare a dare la colpa soltanto al maltempo. Bisogna verificare ciò che è stato fatto e, soprattutto, ciò che non è stato fatto.

I cittadini hanno diritto alla sicurezza e gli agricoltori a poter lavorare senza vedere vanificati, a ogni acquazzone, mesi di sacrifici. La Regione si assuma fino in fondo le proprie responsabilità. Il tempo delle giustificazioni è finito».