“Quello che è accaduto ieri sera in Consiglio comunale è qualcosa che va ben oltre una semplice seduta consiliare andata male. È il ritratto di una stagione amministrativa che appare sempre più priva di visione, di coesione e, soprattutto, della necessaria consapevolezza delle responsabilità che derivano dal governare una comunità.
Eravamo chiamati a discutere di questioni fondamentali: bilancio consolidato, variazioni di bilancio, mensa scolastica, Casa Albergo Guarino. Temi che riguardano i conti pubblici, i servizi essenziali, le famiglie, le persone più fragili e il futuro del nostro territorio.
E cosa abbiamo assistito? A un dibattito che, anziché affrontare seriamente le criticità, ha finito per banalizzarle, mortificando la complessità dei problemi e la dignità delle questioni poste. Quando si parla di servizi scolastici e di assistenza, non si discute di dettagli burocratici: si discute della qualità della vita delle persone e della credibilità di chi amministra.”
Lo scrive, in una nota, Antonello D’Urso, Consigliere Comunale del Gruppo Solofra Libera.
Come consigliere di minoranza, provo profonda amarezza per il livello del confronto politico e istituzionale al quale siamo stati costretti ad assistere. Il Consiglio comunale dovrebbe essere il luogo della responsabilità, della trasparenza e delle risposte concrete. Non può trasformarsi in un palcoscenico dove le difficoltà vengono minimizzate e le questioni più delicate vengono affrontate senza la necessaria serietà.
Ma il dato politicamente più grave è arrivato alla fine: il Consiglio non ha potuto proseguire per la mancanza del numero legale della maggioranza.
E allora una domanda è inevitabile: con quale credibilità si può pretendere di guidare una città se non si è nemmeno in grado di garantire la presenza necessaria per portare avanti i lavori del massimo consesso cittadino?
Sindaco Nicola Moretti, governare non significa soltanto occupare una posizione di responsabilità. Significa assumersi fino in fondo il peso delle decisioni, garantire coesione alla propria maggioranza, affrontare i problemi senza minimizzarli e offrire ai cittadini una prospettiva concreta per il futuro.
Una maggioranza che si dimostra incapace di garantire continuità ai lavori consiliari, mentre sul tavolo ci sono questioni tanto importanti, manda alla città un segnale politico inequivocabile. Le divisioni, l’assenza di una visione condivisa e l’incapacità di affrontare con determinazione i problemi non possono essere scaricate sulla comunità.
La mensa scolastica merita risposte serie. La Casa Albergo Guarino merita attenzione e prospettive chiare. Il bilancio merita un confronto rigoroso. Le famiglie, gli anziani e tutti i cittadini meritano un’amministrazione che sappia guardare oltre l’ordinaria sopravvivenza politica.
Io non sono disposto a considerare tutto questo normale. Non lo è per chi ha a cuore il bene comune, non lo è per chi esercita il proprio mandato con serietà e non lo può essere per una città che merita molto di più.
La primavera prossima rappresenterà un appuntamento importante per il futuro della nostra comunità. Mi auguro che sia il momento della consapevolezza, del cambiamento e di una nuova stagione politica e amministrativa, fondata su competenza, responsabilità, programmazione e rispetto delle istituzioni.
La città non ha bisogno di un’amministrazione che galleggia. Ha bisogno di un’amministrazione che governa.
Non servono giustificazioni, né tentativi di ridimensionare ciò che è accaduto. Servono risposte, serietà e una visione capace di restituire fiducia ai cittadini.
Perché il tempo delle promesse e delle parole è finito. E quando una classe dirigente dimostra di non essere all’altezza delle sfide che ha davanti, il problema non è più soltanto politico: è una questione di responsabilità verso l’intera comunità.
