MASSIMILIANO MANFREDI: “IL CONSIGLIO REGIONALE NON PUO’ VALUTARE INCOMPATIBILITA’ DEGLI ASSESSORI”

“Con riferimento alla risposta del sottosegretario al ministero dell’Interno all’interrogazione del senatore Rastrelli, cui è seguita una formale diffida ad attivare il conseguente procedimento di decadenza in ordine alla situazione di ineleggibilità, in cui sarebbe incorso all’atto della nomina l’assessore regionale Vincenzo Cuomo, preciso che il Consiglio regionale, al momento dell’insediamento e della convalida degli eletti, ha proceduto, previa delibazione della Giunta per le elezioni, alla verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità dei 51 consiglieri regionali, compreso il presidente della Giunta e del Consiglio regionale, rispetto ai quali erano agli atti le dichiarazioni e la relativa documentazione autocertificata”. Così in una nota il presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi. “In seguito – prosegue – ha ottemperato alla stessa procedura per i consiglieri subentranti a seguito di dimissioni o di sospensione da parte del presidente del Consiglio dei ministri sulla base della legge Severino. Allo stesso tempo, la Giunta per le elezioni non ha potuto esaminare la posizione degli assessori, in quanto esterni al consesso, sulla scorta del principio generale per cui, in prima battuta, la sussistenza del diritto di elettorato passivo viene verificata dall’organo stesso di cui fanno parte gli eletti. In virtù di ciò, la Giunta per le elezioni non è in possesso delle documentazioni autocertificate dagli assessori, né tantomeno il Consiglio nel suo plenum procede alla convalida degli stessi. Pertanto, il Consiglio non è stato formalmente investito di alcuna verifica, in concreto, circa la posizione dell’assessore Cuomo, né ha ricevuto la documentazione in merito per poter valutare la sussistenza delle condizioni per assumere legittimamente la carica”. “D’altro canto – ancora Manfredi – la disposizione statutaria citata dal ministero (articolo 26, comma 4, lettera d), secondo cui sussiste una competenza a deliberare su profili di ineleggibilità e incompatibilità anche degli assessori, è da intendersi piuttosto come il retaggio del precedente sistema, anteriore alla riforma istituzionale dell’ordinamento regionale e alla modifica del titolo V della Costituzione, nella quale effettivamente gli assessori venivano scelti in via esclusiva tra i consiglieri regionali. È bene ricordare che le successive riforme hanno reso incompatibile il cumulo delle cariche di consigliere con quella di assessore, cosa che prima era consentita. Poteva quindi verificarsi il caso in cui un membro dell’Assemblea, pur avendo i requisiti per partecipare all’Assemblea stessa, non avesse quelli idonei a ricoprire l’incarico di assessore. Tuttavia – conclude – nell’ambito delle mie competenze e preso atto dell’iniziativa assunta dal senatore Rastrelli, in coerenza con il lavoro svolto in questi mesi dalla presidenza, che non è stato mai contraddistinto da pratiche o atteggiamenti omissivi o dilatori, nel rispetto del ruolo e del consenso largo e unanime che l’ha eletta, mi sono immediatamente attivato presso il capo di gabinetto della presidenza e la segreteria della Giunta regionale, nel pieno ossequio delle rispettive prerogative istituzionali, per le verifiche e gli approfondimenti di eventuale competenza”.