“Ho ricevuto questo pomeriggio il decreto con il quale il Sindaco Aniello Crocamo ha revocato il mio incarico di Vicesindaco e Assessore del Comune di Ceraso. Prendo atto della decisione, nel rispetto delle prerogative del Sindaco. Non ne condivido, però, le motivazioni politiche e respingo la rappresentazione del mio impegno come un comportamento sleale nei confronti dell’Amministrazione.”
Lo scrive l’ex Vice Sindaco del Comune di Ceraso Antonio Cerullo.
Nel 2021 ho contribuito con convinzione e con un significativo impegno personale al successo del progetto amministrativo guidato da Crocamo. In questi anni ho lavorato con presenza, responsabilità e spirito di collaborazione, partecipando alle scelte ed assumendomi le responsabilità del mio ruolo. Ho cercato ogni giorno di essere disponibile, di ascoltare e di dare risposte ai cittadini. Questo percorso merita rispetto, anche nel momento in cui emergono differenze di valutazione. Ceraso attraversa oggi una fase particolarmente delicata, segnata dalle difficoltà di bilancio e dalla necessità di affrontare un riequilibrio per circa un milione e trecentomila euro. Una situazione che richiede trasparenza, sobrietà nelle scelte ed un confronto serio sulle priorità della comunità. È in questo contesto che non ho condiviso la scelta del Sindaco di aumentare la propria indennità. Una divergenza politica che rivendico con serenità, perché ritengo che, nei momenti difficili, chi amministra debba dare per primo un segnale di attenzione e di misura. Nel pomeriggio di oggi, mentre prendeva forma – a mia totale insaputa ed alle mie spalle – il provvedimento di revoca, ho anche inviato una comunicazione con la quale rinunciavo alla mia indennità di Vicesindaco. Una scelta coerente con questa convinzione e con il senso di responsabilità che intendo continuare a esercitare. Considero peraltro strumentale leggere la mia autonomia politica e il mio impegno sul territorio come un’azione contro il Sindaco. La lealtà verso un’Amministrazione si misura nel lavoro svolto, nella correttezza dei comportamenti e nel rispetto degli impegni assunti con gli elettori. Deve poter comprendere anche il dissenso, quando è espresso nell’interesse della comunità. Il decreto richiama il confronto del 15 ottobre ed attribuisce alla mia posizione il significato di una rottura. Non condivido questa lettura. Un confronto politico, per essere utile, deve lasciare spazio alle ragioni di ciascuno ed alla possibilità di trovare una sintesi. La richiesta di confermare il sostegno ad una futura candidatura del Sindaco non può esaurire la discussione sul presente e sul futuro di Ceraso. In democrazia il dissenso costruttivo dovrebbe aprire il confronto. Rispondervi con una revoca significa scegliere di chiuderlo. Chi fa politica coltiva idee, relazioni, ambizioni e prospettive. È naturale cercare nuovi interlocutori, allargare la partecipazione e costruire una rete di persone disponibili a impegnarsi per il proprio paese. Sono energie che una comunità dovrebbe poter valorizzare. Se il Sindaco ha interpretato il mio attivismo come un’iniziativa contro la sua persona, ha sbagliato. Se vi ha riconosciuto la volontà di assumere maggiori responsabilità, di unire persone e sensibilità diverse, di diventare sempre più un riferimento per cittadini e famiglie, allora ha colto un’intenzione reale, che rivendico apertamente. Questa disponibilità è sempre stata accompagnata dalla lealtà verso il lavoro amministrativo condiviso. Le prospettive politiche future e le responsabilità del mandato in corso meritano entrambe serietà: sovrapporle fino a considerare ogni autonomia una contrapposizione impoverisce il confronto. Continuerò a svolgere il mio mandato di consigliere comunale con libertà di giudizio e senso delle istituzioni. Valuterò ogni proposta per ciò che può dare a Ceraso, sosterrò le scelte utili e contesterò quelle che riterrò sbagliate, spiegandone sempre le ragioni. A chi amministra spetta il compito di tenere aperte le porte del Comune, ascoltare anche le voci scomode e rendere comprensibili le proprie decisioni. Chiudersi nelle stanze del potere, restringere il confronto ed allontanarsi dalla vita quotidiana delle persone rende più difficile affrontare proprio i problemi che oggi chiedono risposte. Ai cittadini confermo la mia presenza e la mia disponibilità. Il lavoro fatto insieme, le relazioni costruite e la fiducia ricevuta sono la base da cui continuare.
