ROBERTO CELANO (FI): “GRADUATORIE CONCORSUALI, PER LA REGIONE CAMPANIA DUE PESI E DUE MISURE”

Le dichiarazioni rese dall’assessore al Personale, Onofrio Cutaia, nel corso del Question Time del Consiglio regionale della Campania del 21 ottobre 2026, in risposta all’interrogazione del consigliere Giovanni Mensorio sull’utilizzo delle graduatorie RIPAM, riaprono una questione che merita chiarezza: il riconoscimento del valore delle graduatorie concorsuali vigenti deve essere un principio generale di buona amministrazione oppure un criterio applicato in maniera differenziata?

L’assessore ha manifestato un orientamento favorevole all’utilizzo delle graduatorie RIPAM, riferendo di aver dato mandato alla Direzione del Personale di procedere in tal senso. Ha inoltre sottolineato la qualità delle professionalità selezionate attraverso una procedura concorsuale caratterizzata da un elevato livello di selettività e organizzata su scala nazionale.

«Condividiamo il principio secondo cui è opportuno valorizzare le professionalità già selezionate attraverso procedure concorsuali pubbliche, evitando, ove possibile e nel rispetto della normativa vigente, di disperdere competenze e risorse. Proprio per questo, tuttavia, chiediamo alla Regione Campania di spiegare perché tale principio non dovrebbe trovare applicazione anche con riferimento alle graduatorie dei concorsi per dirigenti banditi dalla stessa Amministrazione regionale».

Lo dichiara Roberto Celano, consigliere regionale di Forza Italia.

«Anche i concorsi regionali per dirigenti – prosegue Celano – sono procedure pubbliche, basate su requisiti specifici, prove selettive e valutazioni delle competenze professionali e manageriali dei candidati. Non si comprende, pertanto, per quale ragione la dimensione nazionale di una selezione dovrebbe costituire, di per sé, un elemento sufficiente a riconoscerne il valore, mentre procedure concorsuali promosse dalla stessa Regione rischierebbero di essere considerate diversamente meritevoli di attenzione».

«Non intendiamo mettere in discussione l’utilizzo delle graduatorie RIPAM, né sostenere automatismi nelle assunzioni. Poniamo, piuttosto, una questione di coerenza amministrativa, trasparenza e parità di criteri. Se lo scorrimento delle graduatorie vigenti può consentire di utilizzare competenze già accertate, ridurre i tempi e i costi di nuove procedure e rispondere più rapidamente alle esigenze organizzative dell’Ente, è legittimo chiedere che questi stessi criteri siano valutati anche per le graduatorie regionali, naturalmente in presenza dei necessari presupposti normativi, finanziari e organizzativi».

La questione è particolarmente rilevante in considerazione della scadenza, fissata al 30 novembre 2026, delle graduatorie regionali interessate e dell’esigenza di rafforzare la capacità amministrativa dell’Ente, valorizzando le professionalità già selezionate.

«Chiediamo, pertanto, che la Giunta regionale chiarisca se il mandato annunciato dall’assessore Cutaia sia stato formalizzato, quali criteri oggettivi orientino l’utilizzo delle graduatorie vigenti e quali valutazioni siano state compiute in merito alle graduatorie dei concorsi regionali per dirigenti. È necessario sapere se siano state esaminate le possibilità concretamente percorribili e, in caso negativo, per quali ragioni».

«Il merito non può essere valutato in base alla dimensione territoriale dell’ente che bandisce un concorso, ma sulla base della qualità della procedura selettiva, delle competenze accertate e dei requisiti previsti. A parità dei presupposti richiesti dalla legge, l’Amministrazione deve essere in grado di spiegare le proprie scelte con criteri chiari, ragionevoli e verificabili».

«La Regione Campania – conclude Celano – ha il dovere di agire nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Valorizzare le graduatorie vigenti può rappresentare una scelta di buona amministrazione; farlo attraverso criteri trasparenti, coerenti e non discriminatori è invece un preciso dovere istituzionale. Su questo chiediamo risposte chiare, anche nell’interesse di quanti hanno superato un concorso pubblico e attendono che il proprio percorso selettivo venga valutato con la dovuta attenzione».