Approvazione alla Camera entro la pausa estiva, passaggio al Senato per arrivare all’approvazione definitiva entro il 2026. Questi i tempi della riforma elettorale, incardinata ieri, delineati dal presidente della Affari Costituzionali di Montecitorio, Nazario Pagano, al termine oggi della riunione dell’ufficio di presidenza della commissione. L’obiettivo, ha argomentato Pagano, è quello di concludere i lavori prima dell’avvio dell’ultimo anno della legislatura. “Fare una riforma elettorale troppo a ridosso delle elezioni sarebbe inopportuno”.
Le contrapposizioni erano già emerse ieri sera nella seduta della Affari costituzionali alla Camera e si sono riproposte oggi nell’ufficio di presidenza della commissione. Al centro dello scontro tra maggioranza e opposizioni il ‘perimetro’ della riforma elettorale. Il centrodestra vuole allargarlo anche alle norme sul voto degli italiani all’estero, dei fuori sede e quelle per la raccolta delle sottoscrizioni di candidature e liste (proposta quest’ultima a prima firma Magi). Le opposizioni sono contrarie però sull’allargamento del perimetro anche al voto degli italiani all’estero.
