POZZUOLI. CARMINE MORELLI (FI): “CHI METTE IN SICUREZZA LA CITTA’ NON PUO’ ESSERE PENALIZZATO”

Il terremoto non presenta il conto, la burocrazia sì. A Pozzuoli, mentre famiglie e condomìni cercano di mettere in sicurezza gli edifici interessati dagli eventi sismici, alle spese per i lavori si aggiunge quella per occupare con ponteggi e strutture di cantiere il suolo pubblico. Una richiesta arrivata in questi giorni a diversi proprietari e che, in un caso, tocca quota 5.691 euro.
È da qui che Carmine Morelli, segretario cittadino di Forza Italia, apre un fronte con l’amministrazione comunale guidata da Luigi Manzoni. Non per chiedere una deroga indiscriminata alle regole, ma una disciplina diversa per chi interviene a causa del bradisismo.
«Una città che vive una condizione straordinaria non può continuare ad applicare ogni procedura come se nulla fosse accaduto. Questi cittadini non hanno scelto di aprire un cantiere. Sono stati costretti dagli eventi a spendere per eliminare pericoli e rendere sicuri gli immobili. Equipararli a chi esegue un normale intervento edilizio significa non cogliere la differenza».
Morelli mette al centro soprattutto il peso che in questa fase ricade sulle famiglie. Molti interventi vengono infatti anticipati direttamente dai proprietari, mentre alle spese tecniche e a quelle per i lavori rischia di aggiungersi anche il canone per l’occupazione del suolo.
«Non possiamo parlare ogni giorno di vicinanza ai cittadini e poi lasciare che siano i cittadini a fare da soli i conti con ogni conseguenza dell’emergenza. La solidarietà istituzionale non può fermarsi alle dichiarazioni. Deve diventare atti amministrativi, semplificazioni e, dove la legge lo consente, riduzione dei costi».
Il caso della richiesta da 5.691 euro presenta inoltre una particolarità sulla quale il segretario azzurro chiede un accertamento. Secondo quanto gli è stato segnalato, l’area utilizzata per le impalcature sarebbe già delimitata con New Jersey predisposti dal Comune per motivi di sicurezza.
«Se quell’area era già interdetta e sottratta all’utilizzo ordinario, prima di chiedere una cifra del genere bisogna verificare attentamente ogni elemento. Non voglio sentenze preventive, voglio che gli uffici controllino. Cinquemila e passa euro per una famiglia non sono una voce da liquidare con un automatismo».
La proposta di Morelli è quella di intervenire prima che il problema assuma dimensioni maggiori. Chiede al sindaco di convocare gli uffici competenti, verificare le richieste già emesse e sospendere quelle relative ai cantieri strettamente connessi alla messa in sicurezza, nelle more dell’individuazione della soluzione amministrativa possibile.
«Serve una regola che valga per tutti e per tutta la durata della fase emergenziale. L’esenzione, se possibile; altrimenti la massima agevolazione consentita. E se per arrivarci occorre modificare il regolamento comunale, si convochi il Consiglio e lo si faccia. Forza Italia è pronta a dare il proprio contributo».
Per Morelli è proprio questo il passaggio politico della vicenda: evitare che l’eccezionalità del bradisismo venga affrontata attraverso una somma di procedure ordinarie.
«Amministrare significa anche saper distinguere. Le regole servono, ma la politica serve proprio a dare risposte quando la realtà pone problemi nuovi. Non chiediamo privilegi. Chiediamo che chi interviene per eliminare un pericolo non venga gravato di un costo ulteriore proprio per poter eseguire quell’intervento».
E la conclusione è rivolta direttamente a Palazzo Migliaresi: «La sicurezza di un edificio non riguarda soltanto chi ci abita. Riguarda i vicini, chi passa per strada, l’intera comunità. Chi oggi investe risorse proprie per rendere più sicuro un palazzo sta facendo anche l’interesse di Pozzuoli. Il Comune dovrebbe accompagnarlo, non mettergli davanti un altro ostacolo».