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EBOLI, UN COMUNE SULL’ORLO DEL FALLIMENTO

La grave situazione finanziaria del Comune di Eboli, anche alla luce delle dichiarazioni dell’amministrazione, che ritiene di potervi far fronte solo con aumenti gravosi per il contribuente,e che continua scaricare sui governi nazionali responsabilità e colpe, è invece conseguenza diretta solo ed esclusivamente della mala gestio della Res Publica , che in tutti questi anni si è sviluppata sia in pessime e scellerate determinazioni politiche che hanno solo indebitato il Comune e quindi i cittadini sia per la negligente gestione delle scadenze contabili e delle riscossioni crediti.

 

 

Giova a tal proposito ricordare che come per tutti gli altri anni , anche per il 2012, l’amministrazione Melchionda presenterà il documento contabile e gli atti di riequilibrio e quindi la ricognizione e riconoscimento dei debiti fuori bilancio oltre i termini di legge (30.09.2012,non è una giustificazione il rinvio al 30 novembre deciso dal governo Monti) e ciò non solo fa seriamente pensare che l’amministrazione non sia capace di far quadrare i conti e che siamo ormai precipitati nel dissesto ma in ogni caso mette a rischio i termini e scadenze del bilancio, tanto importanti da comportare come sanzione lo scioglimento del consiglio comunale, e ancora fa sì che i consiglieri comunali debbano valutare se tali debiti siano da riconoscere e quindi sopportare in prima persona le somme legittime non riconosciute come debiti fuori bilancio (che nel caso sono ingenti), proprio perchè sostanzia una necessaria verifica sia riguardo alla gestione di competenza (accertamenti e impegni), sia sulla gestione dei residui.

Così come è evidente l’incapacità di riscossione dei tributi e crediti.

A tal proposito si vuole stigmatizzare ancora una volta la condotta dell’amministrazione che ha affidato alla Censum srl la dei canoni dell’acqua , senza che vi fosse recupero se non dopo il ballottaggio del 2010 (atti del 13 aprile 2010) con la conseguenza che non solo i presunti crediti si sono prescritti ma sono maturate anche spese legali e per questo dovremo presentare esposto alla Corte dei conti per valutare chi ha deciso i tempi e i modi del recupero del credito, con gravi perdite economiche per l’ente.

 

Ebbene il Sindaco invece di dimettersi per la sua manifesta incapacità amministrativa, se la prende con il governo Monti, criticando il decreto salva comuni dal quale si aspettava una pioggia di milioni, utile a tirargli le castagne dal fuoco. Questo decreto però riserva solo un massimo e, neppure garantito, di 100 euro a cittadino (in realtà molti meno visto la scarsità del fondo messo a disposizione dal governo), pari a poco meno di 4 milioni di euro (che per una amministrazione in predissesto rappresenterebbe una vera e propria manna dal cielo). Di fatto questi spiccioli, da un lato non consentiranno di ripianare l’immensa voragine del bilancio di Melchionda, che ammonta a decine di milioni di euro di debiti creati dalla sua disamministrazione e dall’altro, dovranno essere approvati dalla corte dei conti che metterà ancora una volta sotto la lente di ingrandimento tutta la gestione amministrativo-contabile di questa giunta comunale già severamente ammonita per la superficiale e inefficace condotta gestionale.

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