LA STRADA CILENTANA BLOCCATA. L’INTERVENTO DI MARIA GABRIELLA NATALE

“I cittadini e gli amministratori cilentani vadano in televisione per proporre uno strumento serio di pianificazione del territorio che garantisca quella sostenibilita’ ambientale, quello sviluppo economico, quella coesione ed equita’ sociale che rappresentano i fattori caratterizzanti dell’attuale modernita’. Il problema reale non e’ la realizzazione della statua di 80 metri di Padre Pio nel Comune di Ogliastro Cilento, ma lo spirito culturale che l’accompagna.

 

Infatti, proporre un’opera cosi impegnativa e costosa e’ fuori dalla realta’, soprattutto se si considera il contesto caratterizzato a sua volta da un territorio che ha diverse componenti culturali, ambientali e storici che possono essere oggetto di valorizzazione, senza poi sottovalutare l’impatto paesaggistico che l’intervento avrebbe sul territorio.cilentano. Pensare di fondare solo sul turismo religioso, fatto di simboli, lo sviluppo del flusso turistico e’ quantomeno riduttivo, fine a se stesso, iconico e quasi pagano, in una realta’ territoriale dove e’ cosi difficile reperire, indirizzare e spendere le risorse economiche che dovrebbero migliorare la qualita’ della vita delle popolazioni cilentane. Il turismo religioso e’ caratterizzato da mete religiose che hanno una loro storia conclamata! Proporre una statua che sostanzialmente e’ la riproduzione gigantesca di centinaia di piccole statue di Padre Pio, che abbondano in diverse piazze di piccoli paesi e’ un esempio di poverta’ culturale, nonostante la grandezza del Santo al quale viene dedicata. In un momento in cui si cerca di proporre un turismo culturale raffinato e moderno, vengono invece messe in campo iniziative tradizionali-popolari che allontanano le nuove generazioni distorcendo in maniera iconica, totomistica e pagana la grandiosita’ della figura di Padre Pio. Se e’ vero che ci sono risorse economiche disponibili per questa tipologia di opera, sarebbe meglio investire le stesse nelle infrastrutture disastrate del Cilento.

Maria Gabriella Natale