È stato firmato questa mattina, a bordo di Goletta Verde, il protocollo d’intesa tra Legambiente Campania e la Regione Campania dedicato al monitoraggio dell’abusivismo con particolare attenzione agli impatti sul territorio, sulle coste e sugli ecosistemi marini. Il protocollo è stato siglato da Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania, Claudia Pecoraro, Assessora alle Politiche Abitative e alle Pari Opportunità e Vincenzo Cuomo, Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio, alla presenza di Stefano Ciafani, Presidente nazionale Legambiente.
Sono trascorsi 28 anni dall’abbattimento del primo ecomostro campano che comparve nella black list della Goletta Verde di Legambiente. Parliamo delle 73 villette abusive sulla litoranea di Eboli nel salernitano. Da quel lontano 1998, come un effetto domino, anche gli altri ecomostri campani della lista sono andati giù. Nel 1999 Hotel Fuenti di Vietri sul Mare, nel 2001 le torri del Villaggio Coppola a Castel Volturno, a seguire gli scheletri delle villette di Montecorice nel Cilento e per ultimo l’abbattimento dell’ecomostro Alimuri a Vico Equense. Oltre un milione e mezzo di metri cubi di cemento illegale abbattuto, cancellato. Da 40 anni Goletta Verde naviga anche per questo: difendere la costa e il mare dagli illeciti, e fare in modo che i cittadini e le cittadine possano riappropriarsi di spazi occupati dal cemento.
Il protocollo introduce un sistema condiviso per raccogliere e analizzare i dati sull’abusivismo edilizio, utilizzando una scheda predisposta da Legambiente nell’ambito della campagna “Abbatti l’abuso” e adattata alla realtà della Campania. La Regione si impegna a coinvolgere i Comuni nelle attività di monitoraggio, a diffondere gli strumenti di rilevazione e a promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione. Legambiente Campania raccoglierà ed elaborerà i dati, realizzerà report periodici e li metterà a disposizione della Regione per supportare le azioni di contrasto all’abusivismo.
L’obiettivo del protocollo è rafforzare la collaborazione tra Regione, Comuni e Legambiente per affrontare con maggiore efficacia un fenomeno che da troppo tempo danneggia il territorio. L’abusivismo edilizio, alimentato anche dai diversi condoni e dai ritardi nell’esame delle pratiche, non rappresenta solo un problema di legalità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza delle persone e del territorio, resi ancora più gravi dagli effetti dei cambiamenti climatici.
I dati dell’ultimo report “Abbatti l’abuso” confermano che la Campania resta una delle regioni più colpite dall’abusivismo edilizio e tra le più in difficoltà nel dare esecuzione alle ordinanze di demolizione. Dal 2004 al dicembre 2022, nei 110 Comuni che hanno risposto al monitoraggio, sono state emesse 23.635 ordinanze di abbattimento, ma sono stati demoliti appena 3.107 immobili abusivi, pari al 13,1% del totale.
La regione detiene, inoltre, il primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con un’ordinanza ogni 236,6 abitanti. Secondo le stime del rapporto BES dell’Istat, in Campania vengono realizzate 50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente, mentre nelle isole minori il fenomeno raggiunge livelli particolarmente allarmanti, con un’ordinanza di demolizione ogni 13 abitanti.
I dati provinciali. In Campania l’abusivismo edilizio mostra una netta polarizzazione: Napoli e Salerno concentrano la maggior parte degli illeciti, mentre Caserta, Avellino e Benevento presentano fenomeni diversi e in parte più controllabili. La Città Metropolitana di Napoli raccoglie circa la metà delle ordinanze di demolizione regionali, con tassi di esecuzione molto bassi (10-12%). Le aree più colpite sono la fascia flegrea‑vesuviana e le isole, con Ischia come caso nazionale per densità di abusi e migliaia di condoni inevasi. Napoli è anche la provincia con più acquisizioni al patrimonio comunale (quasi 200 immobili). La provincia di Salerno registra una forte pressione edilizia lungo la Costiera Amalfitana e il Cilento, spesso in aree vincolate. Il tasso di demolizione è intorno al 13-14%, con abusi legati soprattutto al turismo e alle seconde case. La provincia di Caserta è la seconda per numero di ordinanze, con criticità storiche nel litorale domitio (Castel Volturno, Mondragone). Il tasso di demolizione è vicino all’11%, frenato anche dai dissesti finanziari dei Comuni. Le province interne, Avellino e Benevento, risultano più virtuose: Avellino raggiunge il 24% di ordinanze eseguite, mentre Benevento presenta un abusivismo micro‑residenziale con procedure più rapide. Il nodo strutturale comune resta la mancata trascrizione degli immobili abusivi: solo lo 0,5% dei Comuni campani adempie all’obbligo, il dato più basso d’Italia, rendendo inefficace il passaggio automatico dei beni al patrimonio pubblico.
