Il Sindaco di Olevano sul Tusciano e neo Consigliere della Provincia di Salerno con delega ai Fondi Europei, Michele Ciliberti, interviene con fermezza sulla gestione del GAL Colline Salernitane, denunciando “una totale assenza di visione strategica e una gestione tecnico-amministrativa distante dai territori”.
“Il GAL – dichiara Ciliberti – doveva essere uno strumento di sviluppo condiviso, un laboratorio permanente di progettazione territoriale, una cabina di regia capace di intercettare e indirizzare in modo efficace i fondi europei. Oggi, invece, appare come un contenitore opaco, privo di reale percezione da parte dei cittadini e distante dagli attori economici e sociali del comprensorio.”
Nessuna percezione reale sul territorio
Secondo il Sindaco, il GAL non è riconoscibile né nei risultati né nella presenza operativa nei comuni interessati.
“Chiediamo ai cittadini, agli imprenditori agricoli, alle associazioni di categoria, ai giovani professionisti: cosa resta concretamente dell’azione del GAL? La risposta è disarmante. Non c’è una narrazione chiara, non c’è una rendicontazione pubblica comprensibile, non c’è un’identità strategica. Ci sono, invece, singole azioni spot, incontri propagandistici, iniziative frammentarie prive di un disegno organico.”
Ciliberti sottolinea come il coinvolgimento degli attori territoriali avvenga troppo spesso “a valle delle decisioni”, quando scelte tecniche e progettuali sono già state definite.
“Non è partecipazione quella che arriva a cose fatte. Non è concertazione quella che si limita a informare su decisioni già assunte. Il territorio non può essere convocato solo per ratificare scelte prese altrove.”
Assenza di un obiettivo strategico chiaro
Il nodo centrale, secondo il Consigliere provinciale con delega ai Fondi Europei, è la mancanza di una visione complessiva.
“Qual è oggi il vero obiettivo strategico del GAL per l’intero territorio delle Colline Salernitane? Puntiamo sull’agroalimentare di qualità? Sulla filiera corta? Sull’innovazione rurale? Sul turismo esperienziale? Sulla rigenerazione dei borghi? Non è chiaro. E quando manca una direzione, ogni finanziamento rischia di trasformarsi in un intervento isolato, scollegato da un piano di sviluppo integrato.”
Il rischio, evidenzia Ciliberti, è quello di disperdere risorse europee preziose in micro-progetti non coordinati tra loro.
“Stiamo parlando di milioni di euro. Fondi che dovrebbero generare occupazione stabile, infrastrutture immateriali, reti tra imprese, innovazione nei processi produttivi. Se questi fondi vengono frammentati in iniziative senza connessione strategica, il danno è doppio: economico e politico.”
Basta tecnicismi calati dall’alto
Ciliberti denuncia inoltre una gestione eccessivamente tecnicistica, distante dalle esigenze concrete dei comuni e delle comunità locali.
“Non possiamo più subire scelte calate dall’alto, elaborate in stanze chiuse, con un linguaggio burocratico che esclude di fatto amministratori e operatori. La programmazione europea deve essere uno strumento politico nel senso più alto del termine: deve rispondere ai bisogni reali delle comunità.”
Secondo il Sindaco di Olevano sul Tusciano, è necessario ristabilire un principio fondamentale: la centralità dei Comuni e dei Sindaci nella definizione delle strategie territoriali.
Appello ai Sindaci del Comprensorio: “Serve un anno zero”
In conclusione, Ciliberti lancia un appello diretto ai colleghi Sindaci del comprensorio.
“Come già condiviso con molti amministratori locali, rivolgo un invito chiaro e pubblico a tutti i Sindaci dell’area delle Colline Salernitane: è il momento di intervenire co…
