VINCENZO DE LUCA CON GAETANO AMATRUDA ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “SALERNO SOCIALISTA”

Gaetano Amatruda, ci traccia un  bilancio della serata di presentazione?
È stata una serata di grande partecipazione e di forte intensità umana e politica. Un successo vero, che mi ha colpito e che mi riempie di gioia. Ringrazio l’editore, tutte le persone che hanno partecipato, Domenico Credendino per l’accoglienza, e Paolo Celentano per avermi regalato una copertina straordinaria, che già da sola racconta un pezzo di questa storia. È stato un momento collettivo, non solo la presentazione di un libro, ma un’occasione per ritrovarsi, riflettere e condividere memoria e prospettiva. Un grazie sincero al Presidente De Luca, al mio amico fraterno Enzo Maraio.

“Salerno socialista” è nostalgia o futuro?
Non è nostalgia. È futuro. La memoria non serve a guardarsi indietro con rimpianto, ma a costruire avanti con maggiore consapevolezza. Quella stagione ci insegna metodo, visione, capacità di programmare. Se recuperiamo questo, allora diventa uno strumento utile per immaginare la Salerno di domani. Il futuro non nasce cancellando ciò che siamo stati, ma comprendendolo fino in fondo.

Chi era Enzo Giordano?

Enzo Giordano è stato, prima ancora che un protagonista della vita politica salernitana, un maestro. Un riferimento umano e civile per un’intera generazione. Non solo un amministratore, ma un uomo che ha interpretato la politica come responsabilità, rigore e visione.

È stato uno dei volti più significativi di quella stagione socialista – ma penso a Conte, a Salvatore Aversano, a tanti che cito nel libro – che ha contribuito a trasformare Salerno, una stagione fatta di programmazione, di opere, ma soprattutto di una classe dirigente capace di pensare in grande senza perdere il contatto con i bisogni reali delle persone.

Per me è stato qualcosa di ancora più profondo: una guida. Con lui ho imparato che la politica non è carriera o visibilità. È fatica quotidiana, è costruzione, è capacità di guardare oltre l’immediato. Non basta denunciare: bisogna proporre. Non basta criticare: bisogna assumersi la responsabilità di costruire.

Era un uomo rigoroso, libero, a tratti anche duro, ma profondamente umano. Aveva un senso dello Stato e della comunità che oggi si fatica a ritrovare.

Enzo Giordano è stato, semplicemente, una parte fondamentale della mia vita.

 

Contesti la politica di oggi, perché?
Contesto una politica che troppo spesso si improvvisa. Oggi prevalgono semplificazione, comunicazione immediata, reazioni istintive. Manca, troppo spesso, profondità, manca formazione, manca visione. La politica non può ridursi a slogan o a presenza sui social: è studio, è costruzione, è responsabilità. Senza questo, non si va lontano. Ed è proprio questo che dobbiamo recuperare: serietà, metodo e capacità di pensare nel tempo.

Che faranno i socialisti a Salerno?
Non ho un ruolo per indicare una rotta. I socialisti sono una comunità, e come tutte le comunità hanno bisogno di guida, di confronto e di direzione. La linea è quella indicata da Enzo Maraio, che guida questo percorso. Credo deciderà, con l’assessore ed i consiglieri comunali, la cosa migliore.

Conoscendo tutti sono certo si andrà su un progetto, non su soluzioni estemporanee.