Dal 31 marzo al 9 aprile 2026, l’ex generale israeliano Ofer Winter sarà ospite speciale dell’Hotel Ariston a Capaccio-Paestum, in un pacchetto vacanza rivolto a militari israeliani attivi e riservisti dell’IDF. Winter, noto per dichiarazioni estremiste e simbolo della destra nazional-religiosa, continua a rappresentare una forza militare coinvolta nel genocidio di Gaza e nell’occupazione della Cisgiordania.
Lo afferma il parlamentare salernitano Franco Mari di Avs.
L’Italia – prosegue capogruppo dei deputati rossoverdi in commissione Lavoro – si rende complice di questo scenario diventando meta di ritiro psico-fisico per soldati di un esercito che commette crimini di guerra e pulizia etnica, come dimostrano le operazioni di sfollamento e le demolizioni forzate in Cisgiordania, e il genocidio continuo nella Striscia di Gaza, dove circa 2 milioni di persone sono rinchiuse in condizioni disumane. Nel sud del Libano e nei sobborghi di Beirut si sta provocando una fuga di massa forzata, violando le leggi di guerra che impongono evacuazioni temporanee con diritto al ritorno. In realtà Israele mira a destabilizzare ulteriormente l’area, minacciando un’espulsione permanente della popolazione sciita libanese.
È inaccettabile che il nostro Paese consenta l’arrivo di figure militari coinvolte in tali crimini. Insieme al deputato Marco Grimaldi, in sintonia con la mobilitazione che sta crescendo sul territorio, abbiamo depositato da tempo un’interrogazione al Ministro Piantedosi: chiediamo chiarimenti urgenti su eventuali accordi formali o informali tra autorità italiane e israeliane, riguardo l’accoglienza e la sicurezza di Ofer Winter e dei militari dell’IDF nel Cilento.
La presenza di Winter è un ulteriore schiaffo in faccia diritto internazionale e un oltraggio alle decine di migliaia di morti palestinesi a Gaza. Serve una mobilitazione internazionale immediata: sospendere l’accordo di associazione UE-Israele, imporre sanzioni mirate, bloccare forniture di armamenti, agire contro gli insediamenti illegali e sostenere la Corte Penale Internazionale. Non si può più tollerare violenza e impunità: civili palestinesi e libanesi devono essere protetti e – conclude Mari – garantiti nel diritto al ritorno.

