Piu’ di sei mesi di mandato per il Presidente Fico, è il momento di stilare un primo bilancio. Fratelli d’ìItalia cosa pensa del lavoro portato avanti in Regione Campania ?
“Dopo oltre sei mesi è giusto tracciare un primo bilancio. Abbiamo apprezzato alcuni segnali di discontinuità reale, come il cambio di passo impresso su EAV, ma ci aspettiamo ancora una maggiore capacità di rinnovamento e la rimozione di alcune incrostazioni che negli anni si sono consolidate.
Restano però differenze profonde rispetto alle aspettative: su alcuni temi registriamo ancora lentezza decisionale e una difficoltà nel dare risposte rapide ai problemi.”
Rispetto agli ultimi 11 anni, guardando dall’esterno, si ha l’impressione che i rapporti tra maggioranza e minoranza, in Consiglio Regionale, siano diversi. C’è piu’ dialogo e collaborazione istituzionale ?
“Sicuramente il clima istituzionale è cambiato rispetto al passato: c’è maggiore disponibilità al confronto e questo è un elemento positivo che riconosciamo.
Noi non abbiamo mai avuto un approccio pregiudiziale. Quando riteniamo che una misura sia utile alla Campania la sosteniamo, indipendentemente da chi la propone.
Allo stesso tempo, continuiamo a esercitare con determinazione il nostro ruolo di controllo e di critica quando riteniamo che le scelte della maggioranza siano sbagliate.
È ancora presto per dare un giudizio definitivo. Saranno i fatti, più che le dichiarazioni, a dirci se questa legislatura sarà davvero caratterizzata da una collaborazione istituzionale più matura e rispettosa dei ruoli di maggioranza e opposizione.”
Lei, da qualche settimana, è il Capogruppo di Fratelli d’Italia che, secondo tutti i sondaggi, in Italia resta il primo partito ma registra difficoltà nelle Regioni del Sud, a cominciare dalla Campania. Perchè ? E cosa avete in cantiere per invertire questa tendenza ?
“Fratelli d’Italia è il primo partito in Italia perché gli italiani hanno premiato un progetto politico chiaro e una classe dirigente che governa con serietà. Una classe dirigente che ha una caratteristica importante: tiene insieme l’esperienza di chi ha fondato il partito e l’entusiasmo delle nuove generazioni che stanno crescendo al suo interno. È vero che al Sud e in Campania dobbiamo rafforzare ulteriormente il nostro radicamento. Le elezioni regionali però hanno dinamiche diverse rispetto al consenso nazionale: servono l’ascolto dei territori e la capacità di accogliere gli amministratori nella propria comunità. Da un lato pesa ancora il radicamento storico del centrosinistra e di reti amministrative costruite nel tempo, dall’altro dobbiamo continuare a rafforzare la nostra presenza sui territori, valorizzando la classe dirigente locale. Abbiamo un gruppo consiliare competente e coeso, una filiera istituzionale che parte dal Governo nazionale e arriva fino ai territori e amministratori sempre più preparati. Il nostro obiettivo è dimostrare, con i fatti, che esiste un’alternativa credibile per governare la Campania.”
