Il 2025 è stato un anno di crescita per Forza Italia in Campania. Alle elezioni regionali il partito ha ottenuto un risultato superiore del 77 per cento rispetto al 2020, con oltre 100mila voti in più, e ha superato i 16mila iscritti, il dato più alto di Forza Italia nel Sud Italia. Numeri ricondotti al lavoro politico e organizzativo del segretario regionale Fulvio Martusciello, che all’inizio del nuovo anno fa il punto sulle iniziative annunciate e sui principali passaggi politici dei prossimi mesi.
Il 2025 ha segnato una crescita netta di Forza Italia in Campania. Come legge questo risultato?
“È stato un anno straordinario, soprattutto se letto nel contesto di una regione complessa come la Campania. Crescere in modo così netto significa aver intercettato un bisogno politico reale e aver dato risposte credibili. Forza Italia oggi è l’unica vera forza moderata, il perno della coalizione di centrodestra. Come ricorda spesso Antonio Tajani, diamo voce a chi non si riconosce negli estremismi e chiede serietà, equilibrio e responsabilità”.
Perché avete scelto Napoli e il tema dei valori per aprire il nuovo anno politico?
“Il rapporto tra Berlusconi e Napoli non è mai stato un fatto di circostanza. È stato un legame costruito nel tempo, fatto di presenze, di rapporti umani, di un riconoscimento reciproco che nasce quando una città si sente guardata con rispetto. Silvio Berlusconi aveva colto il carattere profondo di Napoli, la sua energia, la capacità di tenere insieme fatica e creatività. In una delle sue visite arrivò a definirsi ‘un napoletano nato a Milano, un vulcano di idee come il Vesuvio’, proprio per parlare al cuore di questa comunità.
Quando parliamo di valori non parliamo di parole astratte: parliamo di radici, di storia, di esperienza vissuta. Responsabilità, merito e libertà non sono concetti teorici, ma cose che incidono nella vita quotidiana delle persone”.
Alla conferenza di fine anno avete annunciato una scuola di politica e una serie di incontri territoriali. Che tipo di classe dirigente volete costruire?
“Una classe dirigente che sappia amministrare. La politica ha bisogno di competenze, metodo e conoscenza dei territori. La scuola di politica nasce con questo obiettivo e sarà uno spazio aperto, non autoreferenziale. Collaboreranno amministratori, studiosi e anche figure come Paolo Del Debbio, che ha sempre tenuto insieme attenzione ai temi sociali e capacità di parlare a un’Italia spesso ignorata. Accanto alla formazione, gli incontri sul territorio serviranno a mantenere un confronto costante con le comunità locali”.
Il 2026 sarà segnato dal referendum sulla giustizia. Che battaglia è, oggi, per Forza Italia?
“È una battaglia centrale per la qualità della nostra democrazia. Forza Italia è da sempre il partito del garantismo e del giusto processo. La separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti non è una questione tecnica, ma un principio di equilibrio tra i poteri dello Stato. Votare Sì significa rafforzare le garanzie dei cittadini, rendere la giustizia più credibile e riaffermare un impianto liberale. Non è una battaglia ideologica, ma una battaglia di civiltà giuridica”.
Le prossime amministrative saranno un passaggio importante. Che criterio seguirà il partito nelle scelte?
“Il criterio sarà uno solo: credibilità amministrativa. Persone che abbiano dimostrato di saper governare, di conoscere la macchina pubblica e di avere un rapporto reale con i territori”.
