Una nuova governance nazionale per porre alla guida dei commercialisti colleghi che vivono la Professione, che conoscono i problemi degli studi professionali e che non cercano carriere personali ma scelgono di mettersi al servizio di tutti. È su questa sfida che si sta costituendo la lista per le Elezioni del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili attorno a un nuovo progetto sostenuto da Mario Civetta, già presidente dell’ODCEC di Roma, Luca Asvisio, presidente uscente dell’ODCEC di Torino appoggiato con convinzione da Salvatore Giordano, past president dell’ODCEC di Salerno.
Dignità costituzionale, servizi concreti, attenzione ai giovani, rigore nella gestione delle risorse sono i pilastri su cui si vuole costruire il nuovo Consiglio Nazionale che deve tornare ad ascoltare i territori, a dare risposte agli iscritti e a proteggere il ruolo dei commercialisti nella società.
Diversi i punti al centro della mission del progetto in rottura rispetto alla governance uscente.
Anzitutto, generare prospettive di lavoro per il commercialista di base, non attraverso la creazione di elenchi d’élite come quello sul Tax Control Framework (albo con 55 colleghi su 120.000) bensì battendosi per il riconoscimento di esclusive di mercato meritate da una figura professionale che è garante della tutela del risparmio e il cui severo percorso di studi, l’Esame di Stato e gli obblighi formativi, sono garanzie per la collettività.
Altro punto centrale, rivisitare la riforma della professione con un testo da licenziare – previa Assemblea costituente – che venga verificato, non solo dal Presidente del Consiglio Nazione, articolo per articolo.
Infine, impegnarsi affinché il Consiglio Nazionale eroghi servizi quali piattaforme Software per liberare i professionisti delle software house, strumenti per la gestione degli studi (supporto finanziario e Welfare), polizze collettive assicurative, razionalizzazione di albi esterni alla professione, formazione annuale abilitante gratis nonché massima tutela dei piccoli ordini, approvazione dei bilanci da parte dell’Assemblea dei Presidenti e non dal Consiglio Nazionale.
I fondi del C. N. sono contributi versati dai colleghi per cui ci sarà il massimo impegno volto ad un maggior rigore nella gestione – senza sprechi – e con un risparmio sulle spese di struttura.
“Ho scelto di sostenere con convinzione la lista che si sta costituendo attorno al progetto sostenuto da Mario Civetta e Luca Asvisio, perché ne condivido i principi – spiega Salvatore Giordano – non si possono accettare logiche calate dall’alto e decisioni immodificabili. È tempo che a guidare la nostra categoria siano colleghi che condividono le doglianze della base. Il ruolo pubblico svolto dal C. N. è un ruolo che non può non essere svolto da una squadra coesa nella quale ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia passione avendo una visione di unitarietà e non assolutistica nelle mani di una sola persona che farà della nuova governance della nostra categoria un irrinunciabile attore dell’economia italiana. Le istanze dei territori permetteranno di ridurre i costi degli studi e di tutelare le esclusive a vantaggio dei giovani, rendendo la nostra Professione nuovamente attrattiva così come un rimborso spese per i praticanti, permetterà agli stessi di dedicare del tempo proficuo nei nostri studi e far sì che si possano innamorare della nostra meravigliosa Professione. Le elezioni si vincono con il consenso degli Ordini territoriali ed i comunicati plebiscitari di questi giorni appaiono folkloristici rispetto ad una realtà in continua evoluzione”.
