Sulla vicenda ISES, sulla concessione della Casa del Pellegrino e sul mancato sgombero della stessa alla scadenza del 3 marzo 2018, sul tentativo di modificare la destinazione d’uso dell’immobile di Via Ceffato, il Sindaco Cariello ha demolito ogni regola democratica nel tentativo di conseguire un obiettivo che, invece di tutelare il lavoro e l’economia ebolitana, attesta il degrado del dibattito politico cittadino e la carenza di serie strategie a favore dell’interesse pubblico.Sulla vicenda ISES, sulla concessione della Casa del Pellegrino e sul mancato sgombero della stessa alla scadenza del 3 marzo 2018, sul tentativo di modificare la destinazione d’uso dell’immobile di Via Ceffato, il Sindaco Cariello ha demolito ogni regola democratica nel tentativo di conseguire un obiettivo che, invece di tutelare il lavoro e l’economia ebolitana, attesta il degrado del dibattito politico cittadino e la carenza di serie strategie a favore dell’interesse pubblico.In sintesi:L’ISES, o quel che ne resta, è stata già condannata a suo tempo e oggi non ne restano che le vestigia. Poteva essere salvata, concedendo ai lavoratori (quando erano ancora nel numero di 100) l’utilizzo della struttura sanitaria dell’ex Ortopedia. A quel tempo – si era ancora nel 2014 – c’era ancora il tempo di ottenere l’accreditamento e le relative risorse economiche.Non sono comprensibili, invece, i motivi per i quali invece dovrebbe essere maggiormente idonea la scelta di allocare l’ISES presso l’immobile di Via Ceffato, stante le analoghe dimensioni strutturali e la necessità di attuare in entrambi i casi una ristrutturazione edilizia. La differenza consiste nel fatto che all’epoca attuale, a quattro anni e più dalla verifica dell’accreditamento, le risorse economiche – che erano assegnate all’ISES – sono state distribuite per la maggior parte sulle strutture sanitarie dell’area nord dell’Asl Salerno mentre le attività erogate si sono ridotte alla sola assistenza di venti utenti nel regime residenziale, risultando dismesse le attività ambulatoriali, domiciliari e semiresidenziali: vale ricordare che dopo sei mesi di mancate attività sanitarie per conto del SSN, decade ogni rapporto di accreditamento (art. 25, comma 4, L.R. n. 15/2002).Dopo quattro anni e più, non risulta esserci più fabbisogno di nuovi posti letto o di nuove attività nella macroarea della riabilitazione e dell’assistenza socio-sanitaria per disabili. E allora, da questa grande operazione cui prodest? Se l’ISES o la NUOVA ISES non potranno esercitare alcuna attività per conto del SSR (per carenza di fabbisogno e di risorse economiche), a che serve ora tentare una variante al Piano Regolatore? Non servirà certo ai lavoratori residui dell’ISES, questo è certo. E allora a chi servirà?La procedura di variante al Piano Regolatore è viziata da macroscopici difformità, tutte già ben analizzate ed evidenziate. Mancano anche i pareri della Provincia. Eppure, nonostante le zero possibilità di poter conseguire un accreditamento con il SSR (stante la bocciatura del Consiglio di Stato, gli atti dell’ASL Salerno, la reale situazione degli accreditamenti e del fabbisogno di attività riabilitative), il Sindaco parla ancora di interesse pubblico, intraprendendo una crociata contro ogni procedura amministrativa posta a tutela del nostro vivere democratico. Ma se questa azione non servirà a salvare ciò che resta dell’ISES, perché continua a perpetuare una strada che determinerà discriminazioni ?. Perché per gli altri disoccupati ebolitani non è stata mai intrapresa una battaglia di analogo vigore? Perché le altre attività ebolitane che vivono situazioni di crisi non vengono tutelate in nome dello stesso interesse pubblico?. Perché si ignorano completamente le attività della magistratura di cui si è letto sui quotidiani e gli avvisi di garanzia ormai di dominio pubblico?
La nostra posizione di opposizione consiliare è netta e senza fraintendimenti: siamo contro le irregolarità, siamo contro le inutili e dannose iniziative del Sindaco, siamo per tutelare le regole del nostro vivere democratico, siamo contro ogni azione a detrimento della nostra città. Dopo gli accordi sulla nuova Giunta e su chissà cos’altro, di tutto ciò e degli altri problemi seri della nostra comunità, purtroppo, non se ne discuterà in Consiglio Comunale .Eboli, lì 2.5.2018 I consiglieri comunaliMDP –LEU Antonio Conte Antonio Petrone Teresa Di Candia
