“L’escalation delle tensioni geopolitiche e il conflitto sviluppatosi in Iran stanno già producendo effetti pesanti sull’economia internazionale e sull’Italia. L’aumento dei prezzi dell’energia e la nuova spinta inflazionistica rischiano di scaricarsi ancora una volta su lavoratrici, lavoratori e imprese”. Lo dichiara Franco Mari, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha presentato un’interrogazione alla Presidente del Consiglio e ai Ministri del Lavoro, dell’Economia e delle Imprese per chiedere interventi urgenti contro gli effetti della crisi energetica. “Secondo i dati più recenti, il tasso di inflazione in Italia è passato dall’1,0% di gennaio all’1,6% di febbraio e potrebbe superare il 3% nei prossimi mesi se le tensioni sui mercati energetici dovessero proseguire. Lo shock petrolifero legato alla crisi iraniana potrebbe incidere fino a un ulteriore punto percentuale sull’inflazione complessiva, mentre i prezzi del gas all’ingrosso hanno registrato picchi fino al +130%. Parliamo di un impatto enorme sull’economia reale, sottolinea Mari. Le imprese italiane rischiano di sostenere costi aggiuntivi per quasi 10 miliardi di euro nel 2026 solo per l’energia. Allo stesso tempo il cosiddetto carrello della spesa è già in crescita del 2,2% annuo, con effetti diretti sul potere d’acquisto delle famiglie. Il rischio concreto – prosegue Mari – è che l’aumento dei costi energetici si traduca in salari reali più bassi, rinnovi contrattuali più difficili e, nei casi peggiori, nel ricorso alla cassa integrazione o a riduzioni dell’occupazione, soprattutto nei settori manifatturieri ed energivori e nei distretti produttivi del Nord e del Centro. Chiediamo al Governo iniziative urgenti per contenere l’impatto del caro energia e dell’inflazione su famiglie e imprese, misure straordinarie di sostegno ai redditi da lavoro dipendente e al potere d’acquisto e strumenti per sostenere i comparti produttivi più esposti e salvaguardare i livelli occupazionali. Di fronte a una crisi che nasce da fattori geopolitici e dalla volatilità dei mercati energetici – conclude Mari – non possiamo permettere che il prezzo più alto venga pagato ancora una volta da lavoratori, lavoratrici e piccole imprese. Servono interventi immediati per proteggere redditi, produzione e occupazione”.

