I COMUNI DELL’EX ATO 3 VESUVIANO CONTRO IL COMMISSARIO LIQUIDATORE GEPPINO PARENTE

La Rete dei Comuni per l’acqua pubblica ritiene che la gestione della liquidazione dell’ex Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano abbia ormai raggiunto un punto di non ritorno.

La nomina da parte dell’allora presidente della Giunta regionale della Campania, avvenuta nell’ottobre 2024, di Giuseppe Parente quale commissario unico liquidatore dei soppressi Enti d’Ambito ha determinato una sovrapposizione di incarichi che, da tempo, solleva rilevanti interrogativi sotto il profilo dell’incompatibilità, dell’opportunità istituzionale e della separazione delle funzioni. Parente, oltre all’incarico retribuito di commissario, al contempo riveste la carica di sindaco di un Comune del salernitano, di coordinatore del Distretto idrico Sele, di componente del comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano e attualmente anche di presidente della Provincia di Salerno.

Considerato che il disciolto Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano continua a detenere la partecipazione di maggioranza nel gestore GORI S.p.A. ed è ancora chiamato a concludere la propria liquidazione, riteniamo indispensabile che ogni scelta debba essere improntata alla massima indipendenza, trasparenza e imparzialità, evitando situazioni che possano ingenerare dubbi sull’autonomia delle decisioni.

Ancora più grave è quanto accaduto sul piano istituzionale.

Il Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano, accogliendo la richiesta avanzata dalla Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, aveva deliberato all’unanimità la costituzione di un tavolo tecnico per elaborare in tempi rapidi una proposta condivisa sulle modalità di trasferimento ai Comuni del 51% delle quote di GORI detenute dal disciolto ATO 3.

Quella decisione rappresentava un preciso impegno assunto nei confronti dei 76 Comuni dell’ambito e di un milione e mezzo di cittadini, fondato sul confronto istituzionale e sulla partecipazione degli enti locali. Nel giro di pochi mesi, però, quel percorso resta lettera morta e risulta, nei fatti, superato dalle iniziative assunte dal commissario liquidatore senza che sia stata mai presentata o discussa la proposta condivisa che il Consiglio di Distretto aveva demandato al tavolo. Come se non bastasse, incredibilmente si viene a conoscenza che il commissario, dopo esser stato a lungo sordo alle richieste dei Comuni, ha convocato per il 23 luglio un incontro con i Comuni presso la sala baronale del municipio di Torre del Greco per raccogliere orientamenti dei sindaci e approvare un documento di mandato a se stesso per la predisposizione degli atti tecnico-amministrativi per la creazione di una holding, con il rischio che sorga un nuovo carrozzone sulle spalle dei cittadini. Una scelta che vuole deliberatamente scavalcare ogni processo democratico e rappresenta una grave smentita degli indirizzi espressi dall’unico organo rappresentativo dei Comuni, finendo per svuotare di significato un percorso partecipato costruito con il contributo delle amministrazioni locali.

Per queste ragioni, la Rete dei Comuni ritiene che sia definitivamente venuto meno il necessario rapporto di fiducia tra la presidenza della Giunta regionale, i Comuni del territorio e il commissario liquidatore Giuseppe Parente, che dovrebbe rassegnare le dimissioni immediatamente per poter garantire l’avvio di una nuova fase, improntata al pieno rispetto degli indirizzi espressi dal Consiglio di Distretto, alla massima trasparenza amministrativa e alla rapida conclusione dell’annosa vicenda della liquidazione del soppresso ATO 3.

I Comuni devono tornare ad essere protagonisti delle decisioni che riguardano il patrimonio pubblico e il futuro del servizio idrico nel più grande e importante distretto della Campania. Dopo oltre 14 anni di commissariamento è necessario chiudere definitivamente questa vicenda, restituendo subito ai Comuni il 51% delle quote del gestore GORI attraverso lo strumento della convenzione tra enti locali e dando finalmente attuazione alla volontà popolare espressa con i referendum sull’acqua pubblica. Al presidente Roberto Fico e all’assessora all’ambiente, Claudia Pecoraro, l’impegno di essere garanti della democrazia e del rispetto delle regole in un momento così delicato.