La partita sulle preferenze all’interno della nuova Legge Elettorale è tutt’altro che chiusa. E, proprio in questi giorni, gli sherpa di Fratelli d’Italia proveranno a convincere gli alleati di Governo sulla opportunità, anche agli occhi degli elettori, di reintrodurre il voto di preferenza all’interno del testo che, il prossimo 14 Luglio, arriverà alla Camera dei Deputati.
Tra i dossier ancora sul tavolo ci sono il voto dei fuorisede e il nodo delle preferenze. Sul primo punto, ricorda il deputato Rossi di Fdi, “abbiamo preso degli impegni anche in Commissione” per arrivare a una soluzione. Rossi evidenzia le criticità tecniche da risolvere. “Se abbiamo un alto numero di votanti fuori sede, tu assegni un seggio alla Calabria, alla Sicilia o alla Campania perché hanno una certa popolazione. Poi una parte di quella popolazione vota in un’altra regione e c’è uno slittamento del seggio. Mi sembra evidente che questo sia un tema”.
Sulle preferenze, invece, il parlamentare di Fdi invita a non ridurre il confronto a un semplice scontro tra favorevoli e contrari. “Dire che Forza Italia ha ribadito il suo no mi sembra limitato. C’è una questione delle preferenze su cui si sta provando a trovare una proposta unitaria”. Del resto, osserva, “è evidente che il tema è sentito da tutti, altrimenti non staremmo ancora qui a discutere del sistema belga, del sistema toscano e delle varie ipotesi”. L’obiettivo, aggiunge, è individuare “una sintesi che possa andare bene anche ai partiti che non sono favorevoli alle preferenze, perché ne evidenziano alcuni limiti”. Rossi ricorda inoltre come “sono trent’anni che si fanno leggi elettorali senza preferenze. Non è questa maggioranza che le ha tolte. L’Italicum non le aveva, il Rosatellum non le ha. Oggi sentir parlare di preferenze da chi ha fatto carriera senza mettercele mi sembra abbastanza singolare”.
