“Il cosiddetto “salario minimo regionale” è l’ennesima operazione di propaganda della sinistra, un provvedimento bandiera buono per i comunicati stampa ma inutile, se non dannoso, per i lavoratori. È bene dirlo con chiarezza: la Regione non ha alcuna competenza in materia salariale. I nove euro l’ora, peraltro lordi, anche se mascherati da “criterio premiale”, restano un salario minimo occulto, costruito apposta per aggirare le regole e destinato con ogni probabilità a essere dichiarato incostituzionale”. Lo afferma il consigliere regionale campano di Fratelli d’Italia Raffaele Pisacane, per il quale, “nei fatti si scavalca la contrattazione collettiva, si creano nuove disuguaglianze tra imprese, si mettono in difficoltà cooperative e PMI e si altera pesantemente la concorrenza negli appalti pubblici. Altro che tutela del lavoro: qui si gioca sulla pelle dei lavoratori e delle imprese sane”. “Anche il richiamo all’Europa – aggiunge l’esponente di FdI – è del tutto strumentale: la direttiva UE non impone salari minimi territoriali, ma chiede il rispetto dei contratti e politiche capaci di sostenere una crescita economica solida e inclusiva. Esattamente l’opposto di questo pasticcio ideologico. La verità è semplice: i lavoratori non vedranno automaticamente un euro in più in busta paga, mentre la Giunta potrà intestarsi qualche titolo sui giornali. In compenso, ci aspettano contenziosi, incertezza normativa e con ogni probabilità l’ennesima impugnativa del Governo”. “Fa sorridere, infine, leggere dichiarazioni favorevoli a questo dl di esponenti di Casa Riformista, che ignorano perfino la storia e le posizioni del loro stesso partito e di Matteo Renzi”.
