LO STUDIO DI CONFESERCENTI: DAL 2011 IN ITALIA MENO NEGOZI MA CON SUPERFICI PIU’ AMPIE

La trasformazione non procede allo stesso ritmo ovunque. Nel 2011-2025 regioni come Emilia-Romagna e Abruzzo mostrano una crescita marcata della superficie commerciale complessiva (+14,6% e +13,2%), nonostante la riduzione dei punti vendita (-14,4% e -14,5%). Anche Lazio e Campania registrano superficie in aumento (+10,1% e +8,5%) a fronte di un calo dei negozi (-10,7% e -8,8%). All’opposto, la superficie è ferma o arretra in Sardegna (+0,8% superficie con -19,5% esercizi), Puglia (-2,2% di superficie), Basilicata (-1,3%) e Valle D’Aosta (-1,2%). La conferma che in alcuni territori si stanno riducendo anche i servizi. Già ci sono oltre 1.100 comuni, in Italia, ormai privi di un negozio alimentare specializzato.

“Questi numeri ci dicono che il commercio fisico non sta semplicemente ‘diminuendo’: si sta riorganizzando”, commenta Nico Gronchi, presidente di Confesercenti. “I punti vendita medi crescono, ma arretrano gli estremi: micro e piccoli formati scompaiono e le maxi-superfici si ridimensionano. La riorganizzazione, però, ha un costo, e le vittime sono i piccoli esercizi indipendenti, quelli che per dimensione garantivano specializzazioni, giocattoli, ferramenta, alimentare di vicinato, e che costituiscono un punto di riferimento per la comunità. Per questo servono politiche che tengano insieme due obiettivi: fermare la desertificazione e accompagnare la crescita e l’evoluzione di chi può investire e innovare. La rigenerazione urbana è il punto d’incontro. Occorre riportare funzioni nei quartieri, rendere accessibili e attrattive le vie, fornendo strumenti concreti per le imprese”, conclude Gronchi.