FEDERCEPI COSTRUZIONI: “PER LE BANCHE UTILI DA RECORD, MA IL CREDITO NON ARRIVA AD ECONOMIA REALE”

Federcepicostruzioni denuncia come, a fronte di utili mai così elevati per i principali gruppi bancari italiani, l’accesso al credito per le imprese – in particolare nel settore delle costruzioni – resti insufficiente e sempre più selettivo. Nel 2025 i primi sei istituti di credito italiani hanno realizzato profitti cumulati per circa 27,7 miliardi di euro, in crescita di oltre il 16% rispetto ai 23,8 miliardi del 2024. Questi risultati consolidano una fase di redditività eccezionale per il sistema bancario nazionale, alimentata in larga parte dall’aumento dei margini finanziari e delle commissioni.

Il credito non arriva all’economia reale
Nonostante questa redditività, lo stock complessivo di prestiti alle imprese e alle famiglie, registra trascurabili incrementi negli ultimi due anni, ma con una riduzione di decine di miliardi rispetto al 2022. Le stesse analisi di mercato segnalano condizioni di offerta più restrittive proprio per le imprese dell’edilizia, alle quali vengono richieste garanzie più gravose e rating sempre più selettivi.
Secondo le ultime analisi basate sulla Relazione annuale della Banca d’Italia, nel 2024 i prestiti alle imprese sono diminuiti del 2,6% su base annua. La contrazione è stata molto più forte per le piccole imprese (circa ‑6,8%), mentre per le grandi imprese le politiche di offerta sono state meno rigide.

Federcepicostruzioni denuncia come, a fronte di utili mai così elevati per i principali gruppi bancari italiani, l’accesso al credito per le imprese – in particolare nel settore delle costruzioni – resti insufficiente e sempre più selettivo. Nel 2025 i primi sei istituti di credito italiani hanno realizzato profitti cumulati per circa 27,7 miliardi di euro, in crescita di oltre il 16% rispetto ai 23,8 miliardi del 2024. Questi risultati consolidano una fase di redditività eccezionale per il sistema bancario nazionale, alimentata in larga parte dall’aumento dei margini finanziari e delle commissioni.

Il credito non arriva all’economia reale
Nonostante questa redditività, lo stock complessivo di prestiti alle imprese e alle famiglie, registra trascurabili incrementi negli ultimi due anni, ma con una riduzione di decine di miliardi rispetto al 2022. Le stesse analisi di mercato segnalano condizioni di offerta più restrittive proprio per le imprese dell’edilizia, alle quali vengono richieste garanzie più gravose e rating sempre più selettivi.
Secondo le ultime analisi basate sulla Relazione annuale della Banca d’Italia, nel 2024 i prestiti alle imprese sono diminuiti del 2,6% su base annua. La contrazione è stata molto più forte per le piccole imprese (circa ‑6,8%), mentre per le grandi imprese le politiche di offerta sono state meno rigide.