ASSOLUZIONE PER GENNARO SALVATORE: TRA LE ACCUSE L’ACQUISTO DI UNA TINTURA PER CAPELLI PUR ESSENDO CALVO

«Ritengo che questa pronuncia assolutoria dovrebbe avere un giusto risalto mediatico, quanto meno proporzionato a quello la stampa riservò alla notizia delle misure cautelari. La formula piena “il fatto non sussiste” restituisce integrità e onore al nostro assistito, sancendo in modo inequivoco che egli non si è mai appropriato neppure di un euro. Rimane, tuttavia, un rammarico profondo per le misure cautelari patite e, soprattutto, per la violenta esposizione a una gogna mediatica che ha assunto, in taluni passaggi, contorni persino paradossali — come nel caso dell’assurda attribuzione di spese per una tintura per capelli a chi, notoriamente, è calvo. Fu un accanimento mediatico che travalicò ogni ragionevole limite, traducendosi in una vera e propria esecuzione pubblica della reputazione. Oggi, a distanza di oltre un decennio di autentico calvario giudiziario e umano, pur nella consapevolezza che talune ferite restano indelebili, sorge inevitabile un interrogativo: chi potrà mai restituire al nostro assistito il tempo sottratto, gli anni consumati nel discredito, le gravi ricadute sul piano personale, poilitico, sociale e soprattutto familiare?». Così, in relazione all’assoluzione perché il fatto non sussiste di Gennaro Salvatore, il Professor Alfonso Furgiuele che unitamente all’avvocato Fabio Carbonelli ha difeso in questi anni l’ex capogruppo del Gruppo Caldoro Presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Salvatore.