“Questa mattina, la Commissione Agricoltura, nell’ambito di un percorso condiviso con l’assessore Serluca, ha espresso un consenso unanime relativamente all’approvazione di una risoluzione sulla tutela del Made in Italy, dall’origine della produzione alla trasformazione dei prodotti agroalimentari campani. Per dare maggiore forza e respiro istituzionale all’iniziativa, il testo sarà presentato in Consiglio regionale per l’approvazione”, dichiara il presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania, Raffaele Aveta.
“La risoluzione – continua Aveta – impegna la Regione Campania a farsi parte attiva nelle sedi nazionali ed europee per promuovere una revisione delle norme sull’origine doganale, affinché per i prodotti agricoli e alimentari prevalga il criterio della reale provenienza delle materie prime. È questo il cuore del provvedimento: chiedere regole più chiare, più giuste e più aderenti alla realtà produttiva, per non ingannare i consumatori”.
“L’attuale normativa consente di attribuire l’origine italiana anche a prodotti realizzati con materie prime estere, purché l’ultima trasformazione avvenga in Italia. Si tratta di un meccanismo legittimo sul piano doganale, ma che rischia di generare confusione e di penalizzare chi utilizza realmente materie prime locali, investendo sulla qualità e sulla riconoscibilità delle nostre filiere”, aggiunge Aveta, che oggi ha accolto in Consiglio regionale il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, e una nutrita delegazione composta dai rappresentanti di tutte le province campane, per comunicare il passaggio in Commissione dell’atto, in considerazione del decisivo contributo fornito da Coldiretti in relazione alla problematica e alla formulazione della proposta.
“Questa iniziativa nasce dalle sollecitazioni del mondo agricolo e delle organizzazioni professionali, che da tempo chiedono interventi concreti per garantire tracciabilità e verità sull’origine dei prodotti, a tutela delle filiere e a garanzia dei consumatori. La Commissione ha raccolto queste istanze e ha lavorato in modo costruttivo per arrivare a un testo condiviso. Difendere l’agroalimentare campano – conclude Aveta – vuol dire difendere imprese, consumatori, territori e futuro delle nostre comunità”.
