SALERNO. SAREL MALAN (FORZA ITALIA): “PERDIAMO PRIMATO DI SECONDA CITTA’ DELLA CAMPANIA”

Salerno perde un primato storico. E nessuno può far finta di niente. Per decenni Salerno è stata la seconda città della Campania. Oggi rischia di essere superata da Giugliano, un Comune della provincia di Napoli. Non è una gara di campanile. È il simbolo di un declino.
Salerno è il naturale punto di riferimento di uno dei territori più belli del pianeta: la Costiera Amalfitana, la Costiera Cilentana, Paestum con i suoi templi unici al mondo, il mare, il porto, l’Università e un patrimonio storico e culturale inestimabile. Eppure, nonostante tutto questo, oggi perde abitanti fino a rischiare di cedere il ruolo di seconda città della Campania.
Vent’anni fa il divario con Giugliano era di decine di migliaia di residenti. Oggi è praticamente azzerato. Non è un episodio. È il risultato di un lento e costante impoverimento demografico.

Lo dichiara il Consigliere Comunale di Forza Italia Salerno Sarel Malan.
Per anni ci hanno raccontato il “modello Salerno”. Oggi i numeri raccontano altro. Mentre Vincenzo De Luca guidava la Regione Campania, la gestione politica della città è rimasta saldamente nelle mani della classe dirigente da lui costruita e riconducibile alla sua area politica, nella quale un ruolo di primo piano è stato progressivamente assunto anche da Piero De Luca. Il risultato, dopo oltre trent’anni dello stesso sistema di governo, è impietoso: Salerno si spopola e perde il suo storico primato.
Il calo demografico è un fenomeno che interessa gran parte dell’Italia. Ma proprio per questo la differenza la fanno le amministrazioni capaci di rendere una città attrattiva per i giovani, per le famiglie, per le imprese e per chi vuole costruirvi il proprio futuro.
Se una città perde residenti anno dopo anno, significa che qualcosa non funziona.
Questo non è soltanto un dato statistico. È il segnale di una comunità che vede ridursi il proprio peso economico, sociale e istituzionale. Meno abitanti significano meno forza, meno investimenti, meno servizi e meno futuro.
Salerno non può rassegnarsi al declino.
Serve una nuova visione, una nuova classe dirigente e un progetto che restituisca alla nostra città l’ambizione che merita. Perché una città con le bellezze, la storia e le potenzialità di Salerno non può accettare di arretrare. Deve tornare a crescere. E deve tornare a essere protagonista.