“I dati Svimez consegnano un messaggio che non può essere archiviato come una semplice fotografia economica. Dicono che il Mezzogiorno cresce, che la Campania è tra i motori di questa crescita e che, per la prima volta dopo molti anni, il Sud ha dimostrato di poter ridurre il divario con il resto del Paese. Ma ci consegnano anche un monito altrettanto chiaro: questa crescita rischia di essere effimera se non sarà accompagnata da una nuova stagione di politiche strutturali.”Lo scrive il Presidente dell’Anci Campania Francesco Morra.
Il PNRR ha rappresentato un acceleratore straordinario. Ha rimesso in moto investimenti, infrastrutture, rigenerazione urbana, servizi, scuole, mobilità. Molti Comuni, anche tra i più piccoli, hanno affrontato una sfida senza precedenti, dimostrando capacità amministrativa, visione e responsabilità.
Ma proprio perché conosciamo il valore di questo sforzo, non possiamo ignorare ciò che ci attende. Il 2027 non è una data qualsiasi: rappresenta il momento in cui terminerà la spinta eccezionale degli investimenti europei. Se non si costruisce oggi il “dopo PNRR”, il rischio è quello di una brusca frenata che colpirebbe innanzitutto i territori più fragili, le famiglie, le imprese e il lavoro.
È una prospettiva che non possiamo accettare.
I Comuni sono il primo presidio dello Stato nelle comunità. Sono quelli che ogni giorno misurano la qualità della vita delle persone, intercettano i bisogni, progettano servizi e costruiscono opportunità. Per questo chiediamo che la stagione degli investimenti non si interrompa, ma venga trasformata in una politica stabile di sviluppo territoriale.
Servono risorse ordinarie, una nuova politica di coesione, strumenti finanziari che accompagnino gli enti locali oltre la scadenza del PNRR. Serve, soprattutto, una strategia nazionale che consideri il Mezzogiorno non come un problema da assistere, ma come una leva decisiva della competitività italiana.
La Campania ha dimostrato di avere energie straordinarie. I suoi Comuni stanno realizzando centinaia di opere pubbliche, stanno innovando i servizi, stanno investendo sulla sostenibilità e sulla qualità urbana. Sarebbe un errore storico disperdere questo patrimonio proprio nel momento in cui inizia a produrre risultati.
Per questo la pausa estiva non può rappresentare una parentesi di attesa. Deve essere il momento della riflessione e della preparazione. Ho voluto richiamare l’attenzione di alcuni colleghi sindaci, taggandoli in questa riflessione, perché non considero questa una posizione personale, ma una questione che riguarda tutte le nostre comunità. Credo che sia il momento di aprire un confronto vero tra gli amministratori locali.
Da settembre ANCI Campania intende promuovere una stagione di confronto con il Governo, la Regione, il Parlamento, le organizzazioni economiche e sociali, le università e tutti gli attori istituzionali coinvolti. L’obiettivo è costruire un’agenda condivisa che affronti con anticipo la fase post-PNRR e metta al centro alcuni temi irrinunciabili: continuità degli investimenti, rafforzamento della capacità amministrativa dei Comuni, politiche industriali, infrastrutture materiali e digitali, sostegno alle aree interne, servizi pubblici locali e valorizzazione del capitale umano.
Non possiamo permetterci di arrivare impreparati.
Le istituzioni hanno il dovere di programmare prima che l’emergenza si manifesti. La politica migliore è quella che previene, non quella che rincorre.
Il Sud non chiede privilegi. Chiede continuità. Chiede che i risultati ottenuti diventino permanenti e che il percorso di crescita avviato non venga interrotto da un vuoto di programmazione.
La sfida dei prossimi anni non sarà spendere di più, ma spendere meglio, costruendo condizioni durature di sviluppo. È una responsabilità che riguarda tutti i livelli istituzionali.
