SULLA SOGLIA DELLA CAMERA: “SENZA IMPRENDITORI IL PAESE NON HA FUTURO”

Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica di Agendapolitica.it SULLA SOGLIA DELLA CAMERA. Oggi Gerardo Soglia ci parla di una nuova iniziativa imprenditoriale per migliorare ed aumentare l’export italiano verso gli Usa.

 

Poco più di una settimana fa, il mio gruppo imprenditoriale ha annunciato la joint-venture con l’azienda statunitense “David Vincent Selection”. Come ho avuto modo di dire, questa partnership mi ha riempito di soddisfazione e di orgoglio, anche perché rappresenta un’opportunità per ampliare la nostra offerta. Tuttavia, mi sento anche amareggiato perché io, imprenditore del Sud Italia, mi trovo a lavorare sempre più spesso con l’estero e non nel mio Paese. Questo perché chi fa impresa nel Mezzogiorno si trova di fronte a numerosi ostacoli che impediscono un pieno sviluppo di quest’area d’Italia, ostacoli a volte insormontabili che devono essere affrontati in piena solitudine. Eppure l’imprenditorialità rappresenta il più importante propulsore della crescita economica. Senza imprenditoria non c’è crescita, senza crescita non c’è occupazione e senza lavoro non c’è futuro. Questo vale soprattutto nel Sud Italia, caratterizzato da una progressiva stagnazione della crescita economica e del progresso sociale. Ed allora lo Stato si deve porre come promotore di condizioni favorevoli perché le singole soggettività possano esprimere al massimo le loro capacità. Non si può certamente dire che il Mezzogiorno sia carente di risorse umane, di capacità d’immaginazione, di creatività, di fantasia; anzi viaggiando per il mondo, incontro sempre più frequentemente uomini e donne della nostra terra che “ce l’hanno fatta”. Ma se l’immaginazione, la fantasia e la creatività sono condizioni del successo di un’impresa, occorre che lo Stato non ostacoli con la sua burocrazia e inefficienza lo sviluppo delle risorse e delle caratteristiche intrinseche all’economia meridionale, per far sì che le imprese possano raccontare storie di successo.  Questo non significa volere uno Stato “assistenzialista”, ma piuttosto uno Stato “amico”. Aspettiamo, quindi, fiduciosi che gli annunci del Governo diventino realtà, soprattutto quelli relativi agli investimenti infrastrutturali nel Sud. GERARDO SOGLIA. @gerardosoglia