ANTONIO VISCONTI (FICEI): “TRANSIZIONE 5.0, SOGLIA SICUREZZA E’ A 6 MILIARDI”

«C’è una differenza sostanziale tra avere una mappa e avere un timone. La Transizione 5.0, oggi, assomiglia più alla prima che al secondo. Il ministero rassicura: le risorse ci sono, i conti si faranno a fine corsa, solo il 28 febbraio dirà se qualcosa manca davvero. Ma chi investe non naviga a consuntivo. Naviga nel presente, con ordini da pagare, impianti da installare, banche da convincere».

A dirlo è Antonio Visconti, presidente Ficei (la federazione nazionale dei consorzi industriali) e numero uno dell’Asi Salerno.

«I numeri raccontano una verità più complessa della rassicurazione ufficiale. A fronte di 2,75 miliardi effettivamente disponibili per la 5.0, più 1,3 miliardi “di riserva” dirottabili dalla Transizione 4.0, il volume complessivo delle richieste potenziali supera già oggi i 4,7 miliardi: 1,359 miliardi di investimenti conclusi e certificabili, 2,1 miliardi con acconti versati e altri 1,3 miliardi prenotati. Anche ipotizzando fisiologici ridimensionamenti e progetti che non arriveranno a termine, la distanza tra domanda e offerta resta strutturale – aggiunge Visconti –. Il vero nodo non è tecnico, ma di fiducia. Spostare le imprese non coperte sulla 4.0 significa abbassare l’aliquota dal 45% al 20%, alterando ex post i piani industriali. È una manovra contabile legittima, ma industrialmente miope: trasforma un incentivo alla trasformazione profonda in un semplice sconto fiscale».

«Se l’obiettivo politico è “dare certezza”, la stima prudenziale dei fondi necessari per coprire integralmente le richieste realistiche si colloca tra i 6 e i 6,5 miliardi di euro. Una cifra che tiene conto di una riduzione fisiologica del 15–20% sui progetti prenotati, ma che evita il gioco pericoloso del rinvio e del rimbalzo tra misure diverse – conclude Visconti –. Senza questo margine, la Transizione 5.0 rischia di restare un programma ben disegnato, ma mal governato. La mappa è chiara. Il timone, molto meno».