LA CORTE DEI CONTI: “NEL 2024 OLTRE 1000 DISSESTI E PIANI DI RIENTRO PER AMMINISTRAZIONI COMUNALI”

I dissesti dei Comuni italiani sono in crescita significativa con circa 60 nuovi casi l’anno a partire dal 2012 e viene confermata una marcata differenziazione nella distribuzione territoriale. La maggiore concentrazione delle situazioni critiche si registra in Sicilia, Calabria e Campania. È quanto emerge dal referto monotematico sulle crisi finanziarie dei Comuni, approvato cdalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, che ricostruisce le procedure di riequilibrio e dissesto avviate sia nel 2024 che nel primo semestre 2025, offrendo un quadro dettagliato delle situazioni ancora aperte al 2024.

A fine 2024, si legge nell’analisi, risultano attivate 1.383 procedure (795 dissesti e 588 riequilibri), di cui 880 in Sicilia, Calabria e Campania, con 1.001 Comuni coinvolti. I 487 procedimenti tuttora in corso (227 dissesti e 260 riequilibri), pur rappresentando solo il 6,1% dei 7.896 Comuni italiani, interessano comunità vicine agli 8 milioni di abitanti e una massa debitoria complessiva superiore agli 8 miliardi di euro.

Il dato è più alto nei Comuni più grandi, dove la maggiore articolazione organizzativa rende più difficile il percorso di risanamento. Nei centri minori, invece, gli interventi di accompagnamento consentono solitamente condizioni di equilibrio più rapide. Lo scenario, pur concentrato soprattutto nel Mezzogiorno, con casi limitati al Nord, assume rilievo per l’impatto sui territori più popolosi. L’andamento appare più contenuto nelle altre regioni del Sud, pur coinvolgendo, o avendo coinvolto, centri medio-grandi come Brindisi, Chieti, Foggia, Lecce, Taranto e Potenza. Nel Centro Italia il numero dei casi è limitato, ad eccezione del Lazio. Al Nord, infine, l’incidenza resta marginale, pur interessando alcune realtà di rilievo come Alessandria, Imperia, Savona, Segrate, Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese.